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Incontriamo Ilenia Pastorelli, premiatissima nel 2016,

che si stupisce del suo talento e conquista

i palchi cinematografici con estrema naturalezza.

I

l film di Mainetti “Lo chiamavano Jeeg Ro-

bot” per il quale hai vinto il David di Donatello

lo scorso 2016, è stato premiatissimo ma anche

criticato. A mio parere meraviglioso e surreale, è

comunque una pellicola molto dura così come lo

è la figura di Alessia, che tu interpreti. Quanta

realtà hai avuto bisogno di metterti addosso per

raccontare il tuo personaggio?

Quando ho letto le scene del provino, la prima

volta, ho avuto subito la sensazione che Alessia

fosse una donna bambina, con una fortissima

difficoltà a relazionarsi con chiunque, prigionie-

ra di tutti i suoi traumi e una vita d’inferno. Io

insegnavo danza classica a Roma. E per diventare

Alessia ho avuto bisogno di ripercorrere quelle

emozioni disarmanti che mi regalavano le bam-

bine che facevano danza con me. Il contatto con

me stessa è dovuto essere forte, è vero. E per pian-

gere sulla scena non credevo ci fosse bisogno di

tanta verità. Io non sono Alessia e non ho nulla

in comune con lei. Eppure, tutte le volte che un

attore interpreta un personaggio deve sempre

mettere un po’ di se stesso. È una tua creatura in

fondo, e tu ci devi essere in qualche modo.

Dal Grande Fratello del 2011 al “tappeto ros-

so” dei David di Donatello nel 2016. Cosa è ac-

caduto in questi anni?

Sono stata nella casa del GF per cinque mesi tra

il 2011 e il 2012. Quando sono uscita da lì, non

I N T E R V I S T A D i

B E N E D E T T A B R E V E G L I E R I

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