Table of Contents Table of Contents
Previous Page  9 / 64 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 9 / 64 Next Page
Page Background

sono nemmeno andata a fare “l’ospite” nelle tra-

smissioni televisive. Non ne potevo più. Ho volu-

to chiudere e finire tutto. Dovevo pagare il mutuo

della casa, e per me quella era stata un’esperienza

di lavoro come un’altra. Tutto qui. Quando è fini-

to il programma, avevo una specie di claustrofo-

bia da televisione perché avevo l’impressione che

molti dei miei compagni di lavoro avessero anco-

ra bisogno della casa del GF per sentire di esistere.

Io invece mi sono sentita libera. E non ho mai

pensato di fare l’attrice. Forse è difficile da crede-

re ma è proprio così. Sono figlia di due dipenden-

ti statali e sono cresciuta nel quartiere Magliana,

a Roma. Una vita come tante altre e con l’idea che

anche io avrei trovato un’occupazione, magari

fissa, che oggi è quasi un miraggio.

Il cinema non era certo nei miei progetti. Ma poi

mi ha chiamato l’agenzia Endemol, dicendomi

che Mainetti voleva conoscermi. Non mi avevano

dato molte speranze, però. Non avevo esperienza

cinematografica alle spalle e per Gabriele era la

sua opera prima, lui stesso non voleva rischiare

nella scelta degli attori. Ho fatto quattro provini.

Mi hanno scelta.

dicembre 2017 | Plus Magazine |

PROTAGONISTI

07

A gennaio esce il film di Carlo Verdone “Benedetta follia” di cui sei la

protagonista. Chi sei?

Sono una donna fatta e finita, molto diversa da Alessia. Una persona che

aderisce alla vita di tutti i giorni, che lotta con gli aspetti concreti di una

quotidianità vera, e che non fantastica sui personaggi dei fumetti come

Alessia. È proprio un altro ruolo. Anche il rapporto con il personaggio che

interpreta Carlo è fatto di realtà. È la storia di due individui che si aiutano e

si sostengono attraverso una meravigliosa amicizia. Non è sicuramente una

donna spensierata e non sogna mondi fantastici. È un ruolo che sento più

vicino a quella che sono, ed è un film che racconta due vite, quindi attuale.

Come ti sei sentita a lavorare con Carlo Verdone, con una colonna del

nostro cinema?

È stato bello e strano. Pensa che quando mi affacciavo dal balcone di casa

mia, vedevo affisso per strada un cartellone pubblicitario del film di Carlo

“Viaggio di Nozze”. È stato lì per tanto tempo, credo addirittura una decina

d’anni, tutto rovinato e sbiadito. Fino al punto in cui, l’unica cosa che si ri-

usciva a distinguere erano gli occhi di Carlo. Quando mi affacciavo da quel

balcone e vedevo quegli occhi, immaginavo come poteva essere vivere nel

mondo del cinema, essere un attore o un regista affermato. E se ci ripenso

adesso, non posso fare a meno di credere che fosse veramente un segno del

destino. Lavorare con Carlo Verdone è stata un’esperienza bellissima, par-

ticolare e del tutto inaspettata come ti dicevo. Carlo è una persona arguta,

con un forte lato comico che è quello conosciuto dal pubblico, ma anche

malinconico e questo lo rende un artista molto più interessante.

PROTAGONISTI