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8

SETTEMBRE

2018 |

PLUS MAGAZINE

Penso però che siano ancora pochi, oggi, i

palchi dove si suona musica jazz. Nelle sale

da ballo si suona un po’ di tutto, ma il jazz,

sebbene abbia un’identità chiara, può es-

sere comunque frainteso.

Hai condotto programmi televisivi,

penso a “Il Dottor Djembè” dove hai

portato la radio in televisione,

e due edizioni di “Sostiene Bollani”

e “L’importante è avere un piano”,

tutti progetti che hanno portato la

musica in tv, raccontata e suonata da

ospiti internazionali di grande livello.

Mi chiedo se oggi i format televisivi

musicali siano troppo spettacolo

e poca musica.

La musica in televisione si comporta da tu-

rista. Si affaccia qua e là ma in generale va

cercata altrove, non diventa mai stanziale.

Con Valentina Cenni, tua compagna di

vita, hai diretto “La Regina di Dada”.

Ho letto che la domanda che vi siete

posti, scrivendo quest’opera, è se

ogni individuo possa vivere libero da

condizioni e regole, manifestando se

stesso oltre la vita e la morte. Teatro e

musica sono allora il palco di un mondo

parallelo dove poter essere liberi?

Sicuramente l’arte è un buon sistema per

creare in libertà. Tutti dovrebbero approfit-

tarne. Quando siamo inventivi e creiamo

qualcosa che prima non c’era, stiamo gio-

cando al gioco del Grande Architetto, o Dio o

come altro vogliamo chiamarlo, che com’è

noto a tutti di mestiere faceva l’artista e il

creatore, non il notaio o il giudice. E purtrop-

po in molte tradizioni religiose monoteisti-

che gli è toccato il ruolo di giudice, ma se-

condo me si annoiava moltissimo e avrebbe

preferito andare in giro a creare altri mondi.

Stefano Bollani ha ricevuto moltissimi

premi fra i quali un Disco di Platino

con “Rapsody in Blue, Concerto in F”

con inclusi tre lavori del meraviglioso

Gershwuin, diretto da Riccardo Chailly.

Trentadue settimane in classifica

e oltre 70.000 copie vendute.

Un trionfo.

Bollani è fortunatamente diventato

Bollani. Hai mai desiderato di

essere o fare altro?

Da bambino volevo diventare attore, con-

duttore tv, musicista, cantante e scrittore.

Sono proprio queste le cose che avevo

voglia di fare sin da piccolo.

Progetti 2019?

Portare in giro il progetto

“Que Bom”

sia in

Europa che in Sudamerica e poi eseguire

il mio Concerto Azzurro per pianoforte e

orchestra.

I prossimi appuntamenti sono con le or-

chestre di Bucarest e di Genova.

Grazie.

PROTAGONISTI

Images courtesy

Valentina Cenni