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6

SETTEMBRE

2018 |

PLUS MAGAZINE

Stefano Bollani è un

artista a tutto tondo:

scrive e suona musica,

canta, scrive libri,

conduce.

In

“Parliamo di Musica”

ha scritto:

“L’idea che

per capire la musica

si debba per forza

possedere un certo

bagaglio culturale è

una furbata, spes-

so è una scusa per

pigri, o una medaglia

acquisita sul campo per chi crede

di essere fra quelli che la 'capiscono'. Avere

gli strumenti per godere della musica non si-

gnifica conoscere né l’armonia né l’epoca in

cui è stata scritta né il retroterra culturale del

compositore, ma riconoscere qualcosa che

abbiamo dentro e che risuona”

.

Non è necessario essere uomini

di cultura per capire la musica.

Ma non credi che per comprenderla più

profondamente sia invece importante

conoscerne le radici?

Per comprenderla più profondamente for-

se sì. Ma se per capirla, intendiamo sentirla,

ascoltarne la gioia e l’armonia, allora non

c’è bisogno di essere persone di cultura.

L’emozione che si riceve quando si ascolta

una musica che ci piace non ha bisogno di

nozioni. Capire è sentire.

Parliamo della tua musica: il tuo ultimo

lavoro è “Que Bom”, un progetto che ha

il cuore in Brasile, e che hai sviluppato

con musicisti brasiliani. Popolare anche

la tua performance del 2007, quando

suonasti da una favela di Rio de Janeiro

e, sempre di quello stesso anno,

“BollaniCarioca” disco di clamoroso

PROTAGONISTI

P

ARLANDO DI

M

USICA:

B

OLLANI E LA

M

USICA DEL

M

ONDO

di

Benedetta Breveglieri