10 DICEMBRE 2025 | PLUS MAGAZINE PROTAGONISTI Ricordi il tuo primo testo comico? Era totalmente autoironico perché giocavo con il mio cognome e la mia altezza. Ho la fortuna di chiamarmi Basso, in antitesi con la mia statura, e in molti credevano che fosse inventato. Ricordo che a Zelig Claudio Bisio mi chiese se Federico Basso fosse un nome d’arte e risposi: sì, in effetti mi chiamo Maurizio Basso, che in realtà è mio fratello. Molta della mia comicità degli esordi era legata all’altezza: ad esempio, sottolineavo che, se c’è una rapina in banca, non mi prendono come ostaggio perché è scomodo portarmi via. Proprio ieri in aeroporto mi ha fermato una ragazza dicendo che non trovava sul web la mia clip sul mignolo sbattuto contro la gamba del letto dove spiegavo che, essendo alto, il dolore arriva dopo. Hai tempo di alzarti, andare in bagno, tornare a dormire per poi svegliarti per il male! Mi fa davvero piacere che la gente ricordi battute di 20 anni fa nonostante la grande proposta di comici che c’è oggi. Prima di diventare Federico Basso cosa facevi? Mi sono diplomato e, come ti ho detto, volevo fare il montatore. Ho lavorato a lungo al telegiornale di Mediaset e nel 2004 Giancarlo Bozzo, Direttore artistico di Zelig, mi disse che avevo le potenzialità per fare il comico e avere successo, così ho fatto il grande salto. Mi sono fidato della sua esperienza e ho fatto della mia passione un lavoro. Il tuo humour dalla televisione è approdato al mondo dei social dove sei diventato un personaggio virale. Che rapporto hai con Instagram & Company? Appartengo alla generazione del tubo catodico dove la popolarità arrivava attraverso la TV. Noi comici di un’altra epoca, TikTok e gli altri canali li vedevamo come qualcosa di difficile a causa della diversità di linguaggio. Salvo Spoto, un ex collega che oggi è il mio agente, mi ha detto che avevo i requisiti per sfondare anche sui social, così, goffamente, sono entrato in questa festa alla quale non ero stato invitato. Mi sono mosso in un mondo sconosciuto e piano piano ho imparato a utilizzare questo nuovo strumento, divertendomi e facendo divertire. Secondo te il linguaggio comico si è evoluto con i social? Più che altro è cambiato perché hai poco tempo per catturare l’attenzione quindi devi dire la battuta giusta per far ridere i follower. Oggi il vero competitor è l’Intelligenza Artificiale che crea video accattivanti e di grande appeal. Si sta creando un magma dove è difficile distinguere realtà e finzione. Io uso l’IA, ma per non perdersi bisogna mantenere un certo distacco. Come riesci a non ridere alle tue battute? Non è facile, ma la mia è una scelta. Ridere sul palco è una sorta di aiuto che si chiede al pubblico. Io invece voglio lasciare la battuta al giudizio dello spettatore. All’inizio fa paura il silenzio davanti a una sala piena, ma con l’esperienza quel silenzio può fare la differenza e lo puoi usare a tuo favore. Come speri che sia il tuo 2026? Da buon piemontese vivo all’insegna dell’esageruma nen per cui potrei dirti che spero di avere di più, ma il 2025 è andato davvero molto bene per cui sarei soddisfatto di replicare. Ho avuto tanti successi dal punto di vista personale e professionale, uno fra tutti la vittoria di LOL. Come dicono ad Affari Tuoi, il programma televisivo di Stefano De Martino: accetto l’assegno e vado via tranquillo. Credit photo Eracreaart
RkJQdWJsaXNoZXIy MjEzMjU0