15 PLUS MAGAZINE | DICEMBRE 2025 BANCHE: ARRIVANO GLI AGENTI INTELLIGENTI l’I.A. Act in cui le piccole banche faranno più fatica ad attuarlo. Inoltre, uno dei freni che non tutti hanno ben chiaro è il costo di utilizzare applicazioni Enterprise per l’utilizzo dell’I.A., in particolare dell’I.A. Agentica dove i costi possono crescere se non ben gestiti anche a causa dei modelli di pricing molto complicati che oggi molti fornitori applicano. La clientela come accoglierà tutte queste evoluzioni? Io vedo che l’utilizzo di questi strumenti a livello individuale è come quando è nata Internet, si sta diffondendo in maniera esponenziale, cioè tutti hanno Chatbot I.A. sul telefonino, e incominciano a usarlo come se fosse un’evoluzione del motore di ricerca per le cose anche più banali, più stupide, insomma. Il pericolo o l’opportunità è che, come è successo quando sono arrivati i Social Media e in generale le applicazioni web, il cliente/utente consumatore si abitua al loro utilizzo, poi si rivolge in banca e per qualche motivo, in quel contesto, non si possono usare. Rimane il gap con le persone più anziane ma forse anche a loro potrà risultare più facile interagire con Chat GPT “parlando”! Questo gap potrebbe quindi addirittura ridursi se le aziende, le banche in particolare, saranno capaci di far utilizzare l’I.A. alle persone in modo controllato e responsabile ma diffuso. In alcuni territori le filiali sono state chiuse: circa il 43% dei comuni italiani non ha più un presidio con una filiale bancaria e il processo di desertificazione bancaria si è molto espanso. E il problema rimane anche se una banca decide di non dare più la possibilità di un contatto fisico ma di averlo solo virtuale. A fronte di filiali che chiudono, ci sono alcune banche medio piccole che invece aprono e continuano a credere che il contatto fisico, non solo sulla clientela retail, ma specialmente sulla clientela business delle piccole imprese sia importante. A questo fenomeno della “scomparsa definitiva dello sportello” io ci credo poco. Quali skills lavorativi saranno richiesti ai bambini che stanno ancora studiando e ai ragazzi che entrano nel mondo del lavoro per non essere emarginati da questa rivoluzione? È difficile rispondere a questa domanda. Qualsiasi risposta potrebbe essere contraddetta. Penso che oggi se parliamo di giovani che stanno entrando nei prossimi 1-2 anni nel mondo del lavoro, sicuramente devono stare attenti. Devono incominciare a usare questi strumenti. Sto parlando proprio di Tools di Intelligenza Artificiale per accrescere il loro livello di competenze, non solo per giocarci. Questo deve essere anche il compito delle aziende. Le capacità devono essere messe effettivamente in pratica e quindi, deve essere data la possibilità ai giovani, se non lo hanno già fatto durante il percorso di studi, di utilizzare questi strumenti. Per quelli ancora più giovani, secondo me, è ancora più difficile, faccio una battuta, ma me l’ha detto un professore della Bocconi: se io oggi avessi un bambino di 10-12 anni gli direi di fare un lavoro prettamente fisico in cui l’I.A. può aiutare ma mai sostituire. Quelli sono lavori che sicuramente ci saranno sempre. Per i lavori intellettuali le persone dovranno crescere molto in competenza. Il mio lavoro, ad esempio, quello dell’analista di mercato, così come quello del giornalista, sono destinati a scomparire per come lo facciamo e conosciamo oggi. Ad esempio, fai il giornalista d’inchiesta, cioè veramente vai sul terreno e per l’analista non devi limitarti a fare report o analizzare dati, devi correlarli con informazioni sul campo e il valore aggiunto è dato dall’interpretazione dei dati per prendere decisioni. I lavori più appetibili per i ragazzi che entreranno tra 5-10 anni nel mondo del lavoro, francamente nessuno li conosce.
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