26 DICEMBRE 2025 | PLUS MAGAZINE di Barbara Odetto Palermitano trapiantato a Roma, Filippo La Mantia è prima fotoreporter e poi cuoco. Infatti, come lui stesso ammette, è diventato cuoco quasi per caso nel maggio del 2002. Molto legato alla sua terra, lascia Palermo da giovane portando con sé tutto quello che rappresenta: colori, profumi, allegria e tanto amore per la vita. La sua carriera più che ventennale nelle prime cucine sia in Sicilia sia a Roma, e l’esperienza a Milano, lo hanno fatto conoscere e ammirare nel settore. Non “solo” cuoco, La Mantia nel 2007 ha pubblicato per Fabbri Editori il libro “Oste & Cuoco” dove racconta il suo concetto di food. La sua carriera è iniziata dietro ad una macchina fotografica. Di cosa si occupava? Nel 1979 conobbi Letizia Battaglia. In maniera spontanea, andando a trovarla, scoprii il suo lavoro di fotografa e me ne appassionai. A un certo punto mi propose di occuparmi dell’archivio fotografico e lo feci con curiosità e interesse. Un giorno Letizia mi diede una macchina fotografica e mi chiese di andare con lei. Per 6 anni fotografai la cronaca nera di Palermo e mi ritrovai nei luoghi dove tutto accadeva: dall’omicidio del generale Dalla Chiesa ai processi di mafia. Grazie a lei conobbi Scianna e altri fotografi importanti. Eravamo un gruppo di pionieri e le agenzie straniere mandavano i loro reporter per imparare il nostro lavoro. PROTAGONISTI Filippo La Mantia Combattere gli sprechi alimentari è la sua missione Fotoreporter affermato, cuoco di successo e uomo curioso e appassionato, Filippo La Mantia ha sempre dato grande valore alle cause sociali: dal cucinare per l’Ospedale Niguarda durante la pandemia al combattere gli sprechi alimentari. Credit photo Ufficio stampa Filippo La Mantia
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