31 PLUS MAGAZINE | DICEMBRE 2025 futuro dell’Iran: “Il regime è più debole ogni giorno che passa, i suoi sostenitori sono sempre di meno e c’è un problema economico enorme: la popolazione non riesce a sfamarsi e questo capita anche a chi lo sostiene. Ad ogni protesta, il regime perde un pezzo. Dopo “Donne vita e libertà” ci saranno altri movimenti, e uno di loro porterà al rovesciamento del governo. I giovani stanno dimostrando che non hanno paura, che sono coraggiosi. Quindi il regime cadrà presto, ma bisogna tornare in piazza”. E poi spiega perché oggi il regime in Iran non può essere riformato: “Oggi la Costituzione iraniana è irriformabile perché le sue leggi non si possono modificare ed esiste un regime religioso sciita che impone la Sharia. La situazione in Iran è un vulcano che sta per esplodere. Ogni cinque ore c’è un’esecuzione capitale, anche se il popolo ne è assolutamente contrario. Il regime vuole creare terrore così”. Il terrore è un sentimento che lei conosce bene: da sedici anni non vive più nel suo Paese e più volte ha scritto di dover “convivere con la paura”. Su questo tema afferma: “Il mio nemico vuole farmi paura, vorrebbe che io restassi ferma e muta. Questo mi dà la forza per non avere paura e per continuare a lottare. Se io avessi paura farei vincere il mio nemico”. Ecco allora il suo consiglio per attivisti impegnati in ogni parte del mondo. “Giornalisti e attivisti devono far capire al mondo cosa accade davvero in Iran: il regime iraniano fa propaganda. Non è vero che il suo presidencon un’irruzione negli uffici dove lavoravano 30 avvocati. A Women & the City la sua è la voce più attesa e Ebadi conferma da subito di essere al posto giusto quando afferma che “il rovesciamento del potere passa dai diritti delle donne”. A 56 anni ritirava il premio Nobel per la pace mentre oggi, che di anni ne ha 78, l’avvocata iraniana ha visto fare passi da giganti alle donne del suo Paese. “Le femministe iraniane sono state le più potenti del Medio Oriente: hanno cento anni di attività alle spalle; le donne del mio Paese hanno avuto diritto di voto prima delle svizzere, ma dal 1979 hanno perso tutto. Così ora, dopo essere riuscite a togliersi il velo, le donne devono scendere in piazza”. Ogni volta che un’iraniana si toglie il velo fa notizia, come durante un concerto rock in strada a Teheran, episodio che è diventato subito virale sui social. Lei avverte: “Non dobbiamo cadere nell’equivoco che si siano riconquistati i diritti. Se io e mio fratello rimaniamo vittime di un incidente stradale, lui riceverà un risarcimento doppio. La testimonianza di due donne, in tribunale, vale come quella di un uomo. E un iraniano può avere quattro mogli e divorziare senza nessun problema, mentre un’iraniana può farlo solo con estrema difficoltà. La resistenza delle donne ha fatto conquistare loro il diritto di decidere come vestirsi: sono convinta che le donne non si fermeranno finché non otterranno l’uguaglianza”. Nelle sue parole c’è una ferma speranza sul SHRIN EBADI
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