Plus Magazine 52

8 MARZO 2026 | PLUS MAGAZINE Hollywood cosa rappresenta per Antonio Banderas? In realtà non vivo molto quell’ambiente. Preferisco stare nel mio mondo, e ancora di più vivere in Spagna, anche se gli Stati Uniti hanno contribuito a far decollare la mia carriera. Mentre in Europa fare cinema è più artigianale, direi sartoriale, e l’aspetto artistico è tenuto in grande considerazione, in America i film sono un’industria vera e propria. Ricordo i miei esordi hollywoodiani con divertimento. In “Intervista col vampiro”, dove recitavo con Brad Pitt e Tom Cruise, indossavo dei denti aguzzi e mi morsicavo continuamente la lingua. In pratica non riuscivo a pronunciare le parole. Già il mio inglese non era eccellente, e infatti prendevo lezioni, in più avevo problemi a parlare… insomma, è stato complicato e ho dovuto doppiare i dialoghi, anche se alla fine non è andata male. Al Torino Film Festival ha ricevuto il premio Stella della Mole per la carriera. Cosa pensa di questo riconoscimento? Sono molto lusingato. Un premio è sempre un momento stimolante perché è la dimostrazione che il lavoro fatto è arrivato al pubblico e alla critica e questo, ovviamente, mi fa piacere. Ricevere la Stella della Mole da Spike Lee, poi, è stato fantastico. È un regista che stimo da sempre per la sua capacità di essere indipendente. Lui fa i film che vuole fare e nelle sue opere racconta ciò che gli interessa, senza paura o compromessi. Che rapporto ha con l’Italia? Mi piace tantissimo. La prima volta che sono venuto nel vostro Paese è stato nel 1985, alla Mostra del Cinema di Venezia, grazie al film “Requiem per un contadino spagnolo”. Da voi il cinema ha un ruolo importante e avete attori, attrici e registi di alto livello. È molto attento ai temi sociali. Cosa pensa degli scenari internazionali attuali? Secondo me, purtroppo, viviamo in un mondo costellato da ingiustizie dove verità e menzogna si scontrano. Gli scenari di guerra ci dimostrano quante persone soffrono quotidianamente per una lotta che le coinvolge e che spesso non sentono loro. Anche la tecnologia, benché importante, può essere fonte di problemi perché può creare immagini che vanno a ledere la vita di qualcuno. La sua prossima pellicola? Sto girando “Tony”, un biopic sugli anni giovanili dello chef Anthony Bourdain, dove interpreto un cuoco brasiliano che gli fa da mentore. Per entrare al meglio nella parte ho anche imparato a pulire il pesce. L’ho fatto per ore, finché non sono stato credibile. È vero che il teatro è il suo grande amore? Lo adoro. Al mattino mi sveglio presto, vado in sala, e mi sento davvero felice. Quindi non la rivedremo più alla regia, come è successo con la commedia “Crazy in Alabama”? In realtà ho un progetto. Vorrei raccontare la storia vera di una ragazza che in Spagna è stata accusata ingiustamente dell’omicidio di un’altra. È stata in carcere per tre anni ed è stata liberata solo dopo che un altro assassinio l’ha scagionata. Lei è stata vittima di una terribile ingiustizia. Oltre a dover affrontare il dolore del carcere, questa ragazza è stata presa di mira da tutti e i media l’hanno massacrata. PROTAGONISTI

RkJQdWJsaXNoZXIy MjEzMjU0