35 PLUS MAGAZINE | MARZO 2026 FEDERICA ONELLI disponibilità. Il suo percorso professionale è davvero straordinario e suscita grande interesse. Vorrei chiederle: quali sono state le motivazioni che l’hanno condotta a scegliere questa strada? Com’è nato il suo itinerario personale e professionale? Quali passioni, incontri e decisioni hanno orientato il suo cammino verso le tematiche che oggi approfondisce con tanta attenzione? Il mio percorso non è stato affatto lineare, né tantomeno scritto in anticipo. Dopo il diploma, infatti, il mio sogno era tutt’altro: desideravo diventare astronauta. Ero attratta dalle scienze esatte molto più che dalle materie umanistiche. Poi, come spesso accade, una serie di passioni e inclinazioni personali - come l’amore per i cavalli e la pratica sportiva - mi hanno portata a cambiare direzione. Ho messo da parte l’idea di volare nello spazio per seguire strade forse meno spettacolari, ma più vicine al mio vissuto quotidiano. Con il tempo, però, mi sono resa conto della difficoltà nel comprendere davvero il mondo che mi circondava. Guardando il telegiornale, molte notizie mi risultavano oscure, difficili da decifrare nel loro reale significato. Da qui è nata la decisione di iscrivermi a Scienze Politiche, spinta dal desiderio di interpretare meglio la realtà e la storia, una curiosità che porto con me fin da bambina. La mia scelta professionale è maturata tra molte incertezze, proprio come accade a tanti giovani oggi. A guidarmi è stato il desiderio di capire, di andare oltre la superficie delle cose. Non mi sono mai percepita come una mente eccezionalmente brillante, ma ho sempre fatto leva sulla mia determinazione e sulla capacità di applicarmi: sono abituata a resistere, a passare ore sui libri fino a raggiungere l’obiettivo che mi sono data. Durante il percorso universitario, l’incontro con il Professor Pastorelli (Professore ordinario di Storia dei Trattati e Politica Internazionale presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma tra il 1974 e il 2001) ha segnato una svolta decisiva. La sua passione per la storia mi ha conquistata: ho imparato che studiare il passato non significa solo accumulare dati, ma sforzarsi di comprendere i motivi profondi degli eventi, interpretandoli attraverso i rapporti di potere e i contesti in cui si sono sviluppati. Ho scoperto che spesso la chiave di lettura si trova nei dettagli, che, se analizzati con attenzione e inseriti nel giusto quadro, possono rivelare dinamiche inaspettate. Le sue lezioni mi hanno trasmesso molto, tanto da farmi capire con chiarezza quale fosse la dimensione della storia che realmente sentivo mia. Se c’è una cosa che ho imparato lungo il mio percorso, è che la storia politica nazionale, per quanto importante, non basta a cogliere le vere dinamiche che plasmano il mondo. È la storia internazionale, infatti, il terreno sul quale davvero si intrecciano le sorti del nostro Paese e si scrive la grande narrazione collettiva che ci coinvolge tutti. Consapevole di questa realtà, mi sono dedicata con determinazione allo studio e ho affrontato la preparazione dell’esame con uno slancio nuovo. È stato quasi naturale, a quel punto, scegliere di incentrare la mia tesi di laurea sulla storia delle relazioni internazionali, potendo contare sulla guida autorevole del professor Pastorelli. E quindi è entrata in questo nuovo mondo. Sì. L’incontro con il mondo della ricerca ha aperto davanti a me un panorama ricco di stimoli che non potevo ignorare: così ho deciso senza esitazioni di proseguire con un dottorato, pronta a mettere alla prova la mia passione e la voglia di andare oltre i confini segnati. Come spesso accade, però, il perFederica Onelli
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