41 PLUS MAGAZINE | MARZO 2026 MONTAGNE DI FUOCO riale fuso composto da rocce liquide e gas. Il magma risale poi verso la superficie attraverso il camino e fuoriesce dal cratere, la bocca del vulcano, trasformandosi in lava e completando così il processo eruttivo. Analizziamo adesso come avviene un’eruzione: ci sono dei segni premonitori? Prima che il vulcano erutti, si possono osservare diversi fenomeni. Tra questi: un aumento del numero di piccoli terremoti nella zona, causati dal movimento del magma che, risalendo verso la superficie, frantuma le rocce circostanti; deformazioni del suolo, con sollevamenti o abbassamenti della superficie del vulcano; un incremento delle emissioni di gas vulcanici; cambiamenti nella temperatura e nella composizione chimica delle acque presenti nei siti vicini al vulcano. Infine, aumento del calore e della quantità di vapore emesso dalle fessure del cratere (fumarole). Inizia l’eruzione: il magma risale e fuoriesce attraverso le fessure o il cratere diventando lava. In alcuni casi si verificano esplosioni dovute alla rapida espansione dei gas intrappolati nel magma. Vengono espulse lava, ceneri, lapilli e blocchi di roccia. Possono formarsi colate di fango incandescenti e nubi ardenti. Quando la pressione all’interno del vulcano diminuisce, il magma smette di risalire e l’eruzione si arresta, ma il vulcano resta attivo e può tornare a eruttare in futuro. Nella fase eruttiva possono formarsi le colate piroclastiche, flussi di gas e materiale vulcanico. Possono raggiungere velocità tra i 50 e i 700 km/h e temperature comprese tra 500 e 900°C, con un potere distruttivo devastante: tutto quello che incontrano viene “cancellato”, edifici, strade, vegetazione e biodiversità, non esistono protezioni efficaci per contrastarle e sono difficilmente prevedibili. Le colate piroclastiche furono una delle cause della distruzione delle antiche città di Pompei ed Ercolano durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. In Italia sono presenti molti vulcani sia spenti che attivi, quelli con eruzioni frequenti sono l’Etna e lo Stromboli, mentre il Vesuvio ha registrato la sua ultima eruzione nel 1944. L’Etna è il più grande e alto d’Europa con un solo cratere dal quale fuoriesce la lava, la sua attività è relativamente prevedibile e attentamente monitorata dagli abitanti delle città circostanti, che lo chiamano affettuosamente la “montagna”. Lo Stromboli, situato nell’arcipelago delle Isole Eolie in Sicilia, è quasi sempre attivo. Dal suo cratere si possono osservare picco-
RkJQdWJsaXNoZXIy MjEzMjU0