42 MARZO 2026 | PLUS MAGAZINE APPROFONDIMENTI le esplosioni di lava e lapilli. Per la sua attività costante e visibile anche da lontano, è conosciuto come il “faro del Mediterraneo”. Il Vesuvio, simbolo della città di Napoli, è uno dei vulcani più famosi e studiati al mondo e attualmente si trova in stato di quiescenza. Ha un’altezza di circa 1.200 metri sul livello del mare e ha un cratere di 450 metri di diametro. È una meta turistica molto frequentata grazie al Parco Nazionale del Vesuvio, che offre sentieri che portano al grande “cono”. Tra le eruzioni più devastanti della sua storia, ricordiamo quella del 1631, che causò circa 40.000 vittime. Esistono anche i vulcani sottomarini, che rappresentano il 91% dei vulcani totali sul nostro pianeta e si trovano in tutti gli oceani con una concentrazione maggiore nella fascia dell’Oceano Pacifico. Anche in Italia, nel Mar Tirreno si trovano numerose strutture vulcaniche sottomarine tra cui il Marsili. Situato nel Mar Tirreno meridionale a sud di Napoli, 150 km a est della Calabria e 140 km a nord della Sicilia, si eleva per circa 3.000 metri dal fondo marino ed è formato da molteplici fratture eruttive. La sua attività iniziò circa un milione di anni fa, con l’ultima eruzione avvenuta circa 3.000 anni fa. Il Marsili è considerato attivo e potenzialmente pericoloso: un’eventuale eruzione accompagnata dal crollo delle sue falde potrebbe generare un maremoto e uno tsunami di dimensioni significative con conseguenze devastanti sulle coste italiane limitrofe. Per questo motivo è costantemente monitorato. Continuiamo il nostro viaggio attraverso le montagne di fuoco parlando delle caldere, grandi depressioni che si formano sulla superficie terrestre in seguito a un collasso di un vulcano. Possono avere dimensioni molto grandi, da pochi chilometri fino a decine di chilometri. In caso di eruzioni esplosive, le caldere possono provocare devastazioni su scala globale. A ovest di Napoli si trova la caldera dei Campi Flegrei, definita dalla popolazione un supervulcano. Si è formata a seguito di eruzioni esplosive nel corso degli ultimi 40.000 anni. Attualmente è in stato di quiescenza, ma rimane attiva, con fenomeni di bradisismo - lento abbassamento e innalzamento del suolo - e attività sismica continua e superficiale. I Campi Flegrei sono a rischio elevato, a causa del forte insediamento urbano. La caldera è costantemente monitorata e periodicamente vengono organizzate esercitazioni di evacuazione per la popolazione. Sul nostro pianeta esistono caldere in diverse zone, tra cui le Filippine, l’Indonesia, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti. Una delle più famose si trova nel Parco dello Yellowstone (U.S.A). La caldera occupa un’area di circa 85 km² e, nella sua storia eruttiva, ha registrato tre grandi esplosioni negli ultimi 2 milioni di anni. Oggi ospita numerose attività geotermiche e sorgenti termali, ed è costantemente monitorata. Un'eventuale sua eruzione potrebbe avere un impatto globale, come un raffreddamento climatico dovuto alla dispersione di ceneri e gas nell’atmosfera, oltre a provocare devastazioni locali su vasta scala. Ci avviciniamo alla Cintura di Fuoco. Si tratta di una vasta zona sismica e vulcanica attiva che si estende per 40.000 km toccando Americhe, Asia e Oceania. In quest’area si concentra la maggior parte dei vulcani attivi e dei terremoti del pianeta. Alcuni dei vulcani più famosi si trovano in quest’area, un’eventuale loro eruzione potrebbe provocare danni ingenti a edifici e popolazioni per decine di chilometri circostanti. Alla luce del nostro viaggio possiamo definire i vulcani allo stesso tempo costruttori e distruttori del nostro pianeta, con impatti che hanno plasmato la Terra da miliardi di anni. Senza la loro attività, la Terra come la conosciamo oggi sarebbe profondamente diversa e probabilmente incapace di ospitare la vita. Tuttavia, questa stessa forza primordiale rappresenta anche un rischio costante per chi vive nelle loro vicinanze.
RkJQdWJsaXNoZXIy MjEzMjU0