Plus Magazine 52

3 PLUS MAGAZINE | MARZO 2026 Non ho mai cercato, ma le proposte arrivavano. Sono convinta che nella vita il destino conti. È vero che gli uomini della tua famiglia hanno una tradizione come postini? Anche il film con Massimo Troisi sembra essere arrivato per volontà del destino. Pensa che all’inizio, sul set, avevo tenuto nascosto questo particolare. Mia madre ha conosciuto mio padre proprio perché le portava la posta e si è innamorata di quel bell’uomo con la divisa. Un tempo i postini connettevano le persone. Erano - e sono - portatori di parole. A proposito di famiglia, che ruolo ha avuto nella tua vita professionale e privata? Per me è un rifugio, il mio posto sicuro. Quando lasci la casa dei genitori sei sola. Mamma ha sacrificato la sua vita per noi quattro figli, ma anche io, come madre e moglie, ho lavorato sul concetto di unione. Nonostante il mio lavoro mi abbia portata spesso lontano, ho sempre fatto in modo di esserci per i miei amori. Giulia è figlia unica, ma quando era piccola casa nostra era piena di amici, un punto fermo fondamentale. Dalla Sicilia a Hollywood, la tua carriera è costellata di successi. Un momento che ricordi con emozione? Le cinque nomination agli Oscar per “Il postino”. Durante l’attesa mi sentivo quasi estraniata dal corpo tanto ero agitata. Sono arrivata a Los Angeles senza sapere una parola di inglese. Per un mese ho studiato 12 ore al giorno e dopo ero più confusa di prima. Ho lavorato in un paese dove il cinema è un’industria e la meritocrazia è all’ordine del giorno. Sono rientrata in Italia perché volevo che mia figlia crescesse qui, ma dal punto di vista lavorativo penso che all’estero sia più facile emergere. Nel 2025 ti abbiamo vista in due commedie: “Poveri noi” ed “Esprimi un desiderio”. Divertita? “Poveri noi” è il secondo lavoro che faccio con Francesco Maria Cortese, che è un regista che adoro perché racconta le verità. Nel primo film, “Il meglio di te”, la protagonista perdona il suo ex marito solo quando lui la chiama per dirle che sta morendo. MARIA GRAZIA CUCINOTTA Questo film mi ha fatto molto riflettere perché io, nella vita, taglio. “Poveri noi” parla invece della difficoltà di cadere e risalire, ma anche di chi va troppo in alto e pensa solo al successo e al denaro dimenticando i sentimenti veri. “Esprimi un desiderio”, diretto da Volfango De Biasi, è una bellissima pellicola che parla di terza età. Siamo un popolo vecchio e anche se oggi è di moda discutere della longevity, in realtà non ci sono strutture per accogliere le persone anziane con dignità. In generale, c'è un ruolo che avresti voluto interpretare e che non ti è ancora stato proposto? Ho lavorato tanto, ma mi affascinano le storie e cerco quelle che mi emozionano. Ho fatto la regia di alcuni cortometraggi e continuerò perché ci sono temi nascosti ai quali voglio dare voce. Verso la metà di quest’anno usciranno, infatti, un corto sull’alimentazione e uno sulla depressione. La locandina e una scena del film “Il Postino” (1994) con Maria Grazia Cucinotta insieme a Massimo Troisi

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