Plus Magazine 52

69 PLUS MAGAZINE | MARZO 2026 ISOLE CANARIE te. Nel quartiere di Vegueta, tra vicoli acciottolati e case coloniali, si può visitare la Casa de Colón, dove si racconta il passaggio di Cristoforo Colombo prima del viaggio verso le Americhe. La città vive al ritmo dell’oceano: il lungomare di Las Canteras è il luogo perfetto per camminare, fare surf o semplicemente osservare la vita scorrere. Nel sud dell’isola, le Dune di Maspalomas appaiono come un miraggio. Onde di sabbia dorata modellate dal vento si estendono fino al mare e all’alba il sole disegna ombre lunghe. Nell’entroterra la vera anima dell’isola si rivela. A Tejeda, un piccolo villaggio montano si intraprende la salita tra i sentieri del Roque Nublo, il monolite vulcanico simbolo dell’isola. Dalla cima la vista spazia fino al Teide, sull’isola vicina di Tenerife. Il nord invece è un altro mondo, dominato dal verde. Il Parque Natural de Tamadaba offre un reticolato di sentieri immersi nella nebbia e protetti dai pini. Ad Agaete, sul mare, si trovano le piscine naturali di roccia lavica dove deliziarsi in bagni rilassanti, protetti dalla furia dell’Oceano. Quest’isola è molto più di quanto ci si aspetta: è un luogo da scoprire a piedi, su strade tortuose, tra la gente del posto e i panorami che cambiano all’improvviso. LA GOMERA, EL HIERRO E LA PALMA LE ISOLE OLTRE IL TEMPO Più piccole e meno turistiche, queste tre isole sono il rifugio degli amanti del trekking e della natura. La Gomera: l’isola che fischia Piccola e montuosa, La Gomera è un labirinto di gole profonde e creste verdi. Arrivando in traghetto da Tenerife, sembra di sbarcare in un’altra epoca. Qui si parla ancora il “silbo gomero”, l’antico linguaggio fischiato usato per comunicare tra le montagne. Il cuore è il Parco Nazionale di Garajonay, una foresta di laurisilva avvolta nella nebbia. Camminare tra gli alberi coperti di muschio, con l’umidità che sale dal suolo, è come entrare in un racconto mitologico. I villaggi come Agulo o Vallehermoso offrono scorci pittoreschi, balconi fioriti e silenzi profondi. La vita scorre lenta, al ritmo dei contadini, del vento e dei voli dei falchi. El Hierro: il confine del mondo El Hierro è l’isola più piccola e remota delle Canarie. Arrivarci è già un’avventura, tanto che per secoli è stata considerata “la fine del mondo conosciuto”. Poche le strade, pochissimi turisti: è la natura a comandare ancora. L’isola è un altopiano vulcanico che precipita nel mare con scogliere vertiginose. Su terrazzamenti impossibili a La Frontera vengono coltivati i frutti tropicali, mentre al Mirador de La Peña (opera di César Manrique) la vista sulla valle è commovente. Tra i luoghi più surreali: le piscine naturali di La Maceta, dove immergersi tra le onde dell’Atlantico, ed El Sabinar, la foresta dei ginepri piegati dal vento: alberi scolpiti in forme innaturali, sopravvissuti a secoli di tempeste. La Palma: la Isla Bonita rinata dal fuoco Conosciuta come “La Isla Bonita”, La Palma è un mix di bellezza, natura e forza primordiale. Nel 2021 l’eruzione del vulcano Cumbre Vieja ne ha cambiato per sempre il volto, ma non ne ha scalfito il fascino. Camminando sul nuovo campo di lava a Las Manchas si ha la sensazione di trovarsi in un altro mondo: rocce nere, calore che sale ancora dal suolo, case sepolte, è un paesaggio tragico e affascinante insieme. Ma basta spostarsi di poco per ritrovare la bellezza lussureggiante di Los Tilos, con le sue cascate nascoste, o salire al Roque de los Muchachos, uno dei punti più alti delle Canarie, da cui osservare un oceano di nuvole sotto un cielo trapunto di stelle. La Palma è infatti riserva Starlight: il suo cielo è tra i più puliti al mondo per l’osservazione astronomica. I paesini come Santa Cruz de La Palma ed El Paso profumano di storia coloniale e resilienza. Qui la vita va avanti con orgoglio, tra balconi in legno e nuove piantagioni di banane. Le Isole Canarie sono un microcosmo variegato e affascinante dove salire su un vulcano al mattino e nuotare nell’oceano nel pomeriggio. Chi le ha visitate una volta spesso ci torna perché il tempo sembra scorrere in modo diverso. E la primavera non finisce mai.

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