Previous Page  16 / 64 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 16 / 64 Next Page
Page Background

14

DICEMBRE

2018 |

PLUS MAGAZINE

Manzini è ossessionato da Schiavone?

No e per fortuna, aggiungo. Mi diverto mol-

tissimo. E continuerò a scrivere di Rocco fino

a quando sarà così. Se però dovesse diven-

tare un fenomeno editoriale eccessivo, pen-

so lo ucciderei, anche se chi lo legge non

vuole vederlo morto. Però è così. Non può

essere una condanna, un personaggio di

una narrazione aperta come quella di que-

sti romanzi deve saper essere leggera, per il

lettore ma anche per me che scrivo. Vorrei

però scrivere anche altro.

Ci sono libri che abitano dentro di me da ol-

tre quindici anni e di cui vorrei parlare. Uno

di questi è la ritirata dell’Armata Russa, ma

credo che purtroppo l’unico lettore sarei io.

Eppure Manzini non è nato come scrittore

tout court

: è stato un attore per molti anni,

uno sceneggiatore, un regista, finché non

ha scelto il mestiere dello scrittore. Perché

Antonio Manzini ha deciso di scrivere?

Mi piaceva moltissimo scrivere per il tea-

tro, ma non lo sapevo fare. Allora ho deci-

so di scrivere e basta. Ed a un certo punto

è nato Schiavone, e la passione per questo

tipo di scrittura. Ma leggo di tutto, anche i

classici. Ora sto rileggendo “I Promessi Spo-

si” di Manzoni e mi sono reso conto che se

letto in chiave umoristica, è divertente oltre

ogni aspettativa. Nessuno odiava il popolo

più di Manzoni. Lo detestava, così come non

sopportava la mamma di Lucia. A lui piace-

va l’Innominato, adorava il frate che era un

laido e un traffichino. Renzo non gli piaceva

affatto e Lucia, poi, la considerava una creti-

na assoluta. Fortuna che c’era Don Rodrigo.

Ha fatto sognare a quei due un futuro un

po’ più avventuroso, anche perché che vita

avrebbero fatto, nel ‘600, senza Don Rodri-

go? Una noia infinita.

E l’umanità di Manzini qual è?

Spero nella generazione che sta scappan-

do all’estero. Spero che invece scelga di ri-

manere e spero che la mia, di generazione,

decida di resistere e non mollare.

Lo spero. Ma forse solo il 18% di loro la pen-

sa come me.

Grazie.

PROTAGONISTI