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17

DICEMBRE

2018 |

PLUS MAGAZINE

2018 organizzato dalla società di Ricerca

“The Innovation Group” a Stresa, il responsa-

bile europeo di Tencent WeChat.

Andrea Ghizzoni, nel suo intervento dedicato

al banking ha presentato il sistema di paga-

mento di WeChat, giudicato dagli esperti di

settore uno dei più innovativi al mondo.

Sostanzialmente l’utente che entra in un ne-

gozio e che utilizza la sua applicazione We-

Chat su smartphone, viene geolocalizzato,

sceglie cosa comprare, può avere maggiori

informazioni sul prodotto fotografando il QR

code presente sul bene e poi pagare sorriden-

do alla telecamera posizionata all’uscita del

negozio. Dietro questo naturale approccio vi è

un mix sofisticatissimo di tecnologie che van-

no dalla geolocalizzazione, al riconoscimento

facciale, all’intelligenza artificiale che identifi-

ca il “sorriso” dell’acquirente e lo abbina alla

volontà di effettuare il pagamento ed infine

alla transazione attraverso lo smartphone.

Una simile attività al momento avviene in

Cina, visti i grandissimi problemi di privacy e

di controllo del singolo che sorgono in questa

sequenza di eventi.

L’INTERVISTA

Per tutti i lettori che non ne hanno mai

sentito parlare che cos’è WeChat?

WeChat è la più diffusa applicazione di mes-

saggistica istantanea in Cina e nel mondo,

con più di un miliardo di utenti nel pianeta

ma usata tutti i giorni da quasi un miliardo

di cinesi.

Nasce nel 2011 come Chat (una sorta di

WhatsApp evoluto), ma offre fin da subito

una serie di possibilità in più perchè incor-

porava già funzioni multilingua, chiamate

audio ed elementi social come ad esempio

una timeline simile a quella di Instagram.

Pochi mesi dopo il lancio WeChat rilascia

un back-end in cui grandi e piccole aziende

possono creare un loro spazio per vendere

ai cittadini cinesi le proprie merci ed i loro

servizi. Questa attività ha avuto un grande

successo, tanto che oggi il web in Cina è

stato surclassato da WeChat anche per ef-

fettuare acquisti.

Il vero punto di forza di WeChat è stato quel-

lo di creare una serie di Mini-App per cui la

piattaforma nel suo complesso offre ai cit-

tadini cinesi tutti i servizi social simili a quelli

che in occidente sono offerti separatamente

da SnapChat, WhatsApp, Twitter, Facebook,

Instagram, Skype, Linkedin, unitamente ai

sistemi di pagamento. Questo è il motivo per

cui WeChat ha avuto successo.

Nel 2001 erano presenti varie piattaforme

in competizione o vi era già un monopolio

da parte di WeChat?

Il predecessore di WeChat si chiamava QQ

ma apparteneva già al Gruppo Tencent.

WeChat è nata nel 2011 come “competitor”

di QQ. In quegli anni si stava rapidamente

passando dal web su desktop al mobile, sia

QQ cheWeChat svilupparono la loro versio-

ne mobile ma quella di WeChat era indub-

biamente superiore ed ebbe la meglio.

Parliamo di Privacy, avere tutti i dati della

propria vita su un’unica piattaforma non è

un problema per il cittadino cinese?

Esulando dalle questioni politiche, dobbia-

mo dire che oggi i cittadini cinesi “sentono

poco” questo argomento, per vari motivi.

WeChat nasce prettamente quale piattafor-

ma di business ed il suo principale obiettivo

è quello di mettere in contatto il potenziale

acquirente con la marca “il brand” che crea il

suo spazio suWeChat.

Da sempre WeChat non vende i “dati” dei

propri utenti, come invece alcune note piat-

taforme USA. Il contatto tra utente e brand

avviene inizialmente in modo diretto ed

anonimo nei confronti di WeChat. Il brand

può quindi chiedere informazioni al proprio

follower via WeChat e, grazie a delle API,

esportare quei dati sui propri server.

ANDREA GHIZZONI

Andrea Ghizzoni