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22

DICEMBRE

2018 |

PLUS MAGAZINE

ciali e sul tema dell’immigrazione.

Che tipo di regia ha scelto?

Con la troupe abbiamo filmato con un te-

lefonino in stile video diario, poi abbiamo

messo insieme le scene. Abbiamo scelto

uno stile di ripresa molto crudo per raccon-

tare la verità e abbiamo usato quasi tutto il

materiale girato per dare uno sguardo il più

completo possibile.

Emotivamente, cosa le ha lasciato

questo film?

Ho una visione romantica della vita e mi è

piaciuto camminare per le strade, vivere la

piazza e interagire con le persone per cer-

care di capire come sono davvero.

Roma per lei è…?

Da casa vedo Colle Oppio e ne sono affa-

scinato. Questo non succede in altre città,

come ad esempio New York, dove invece

ci sono solo insegne e pubblicità. Roma è

unica, speciale.

È più difficile trovare i finanziamenti per i film

in America o in Italia?

In realtà è un momento faticoso ovunque.

Quello che dieci anni fa era possibile ora è

difficile e, mi chiedo, come sarà tra altri dieci

anni?

Da regista indipendente, quali differenze ri-

scontra oggi rispetto agli inizi della carriera?

Nessuna, tranne il fatto che, se si gira un

film a Los Angeles, a New York o a Roma, a

cambiare è solo il tipo di business. Come re-

gista non bisogna farsi condizionare da que-

ste cose, ma solo adattarsi alla situazione e

sperare di fare grandi film.

reflect on social changes and on the issue

of immigration.

What kind of direction have you chosen?

With the crew we filmed a video diary sty-

le cell phone, then we put the scenes to-

gether. We chose a very raw style of shoo-

ting to tell the truth and we used almost all

the material shot to take a look as complete

as possible.

Emotionally, what has left this film?

I have a romantic vision of life and I enjoyed

walking the streets, living the square and

interacting with people to try to understand

how they really are.

What is Rome for you?

I see Colle Oppio from home and I am fasci-

nated. This does not happen in other cities,

such as New York, where instead there are

only signs and advertisements. Rome is uni-

que, special.

It is more difficult to find funding for films in

America or Italy?

It is a tiring moment everywhere. What was

possible ten years ago, now is difficult and,

I wonder, what will it be like in another ten

years?

As an independent director, what differences

do you find today compared to the

beginnings of your career?

None, except for the fact that if you film a

movie in Los Angeles, New York or Rome,

it is only the type of business that changes.

As a director we must not be conditioned by

these things, but only adapt to the situation

and hope to make great films.

PROTAGONISTI

La locandina del

film-documentario

realizzato a Roma

da Abel Ferrara.

Alcuni fotogrammi tratti

dal film "Piazza Vittorio".