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Protagonisti

le tensioni e rappresentare un momento di unione

e di dialogo tra tutte le nazioni. Non ho paura e

credo che lo sport possa aiutare a superare tutte le

barriere.

Hai ricevuto consigli da campionesse come la

Kostner?

Con Carolina ho instaurato un rapporto molto

bello fin dal mio esordio nella categoria senior,

quando conquistai la medaglia di bronzo ai Cam-

pionati nazionali. È stata sempre carina con me,

ci siamo anche sentite al telefono. Carolina è un

esempio per tutte le giovani pattinatrici.

Sei molto aggraziata ma anche precisa nei mo-

vimenti, determinata e tenace nella preparazione,

ma quali sono le qualità che secondo te fanno la

differenza?

La chiave è la determinazione, l’impegno che ci si

mette ogni giorno per anni. Il percorso per diven-

tare una campionessa o per avere dei buoni risul-

tati è molto lungo. È necessario fare molti sacrifici.

Avere la forza di superare anche i periodi difficili.

Poi sicuramente oltre al carattere e all’atteggia-

mento ci sono anche delle caratteristiche fisiche e

genetiche che influiscono notevolmente, nel mio

sport soprattutto. Il pattinaggio è uno sport molto

difficile e faticoso.

Cosa ti piace del pattinaggio?

Tutto. È la mia vita fin da bambina.

Anche le fatiche dell’allenamento?

Sì, inizio di solito alle 10 ogni mattina e termino

intorno alle 16.30. Mi divido tra ginnastica, ghiac-

cio, balletto.

E studio.

Sì. Sono iscritta al secondo anno di Scienze dell’E-

ducazione all’Università telematica. Mi piace stu-

diare.

Saranno orgogliosi i tuoi genitori…

Lo spero. Sono figlia unica. I miei genitori si sono

conosciuti ad un corso di pattinaggio per adulti,

organizzato dall’Ice Club Torino. Papà è in pen-

sione, lavorava alla Gtt, la mamma lavora in uno

studio medico.

Nel tempo libero cosa ti piace fare?

Nel poco tempo libero che gli allenamenti e gli

studi mi lasciano, mi piace passeggiare nel centro

storico della mia città Torino, che è davvero bel-

lissima, poi amo andare al cinema e uscire a fare

shopping con le mie amiche. Sono una ragazza

semplice. Mi piace anche ascoltare la musica clas-

sica, mi rilassa. Tra i preferiti ci sono il Volo, Adele

e Madonna.

Piatto preferito?

Pizza.

Qual è il viaggio che sogni di fare?

Parigi, ma non solo per gareggiare, anche per vede-

re veramente la città.

A chi dedichi la tua partecipazione Olimpica in

Corea?

Le Olimpiadi erano un mio sogno condiviso con

i miei genitori e i miei allenatori. Quindi dedico

questo traguardo raggiunto alla mia famiglia, ai

miei preparatori Claudia e Edoardo e a tutto lo staff

dell’Ice Club Torino che mi sostiene giorno dopo

giorno. Desidero ringraziare anche la Federazione

Italiana e il Presidente del Consiglio regionale del

Piemonte, Mauro Laus, che ha dimostrato sempre

una grande sensibilità nei confronti del mondo

sportivo e mi ha permesso di essere testimonial del

mio Piemonte in alcune sedi istituzionali.

Porti con te amuleti o portafortuna?

Sì, ne ho ma preferisco che restino segreti, sono un

po’ scaramantica. In ogni caso, prima di scendere

in pista guardo negli occhi Claudia e Edoardo che

mi caricano e mi rassicurano, poi stringo le loro

mani e raggiungo il centro.

Incrociamo tutti le dita per te.

Grazie di cuore, spero di non deludervi!

DJ

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