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15

GIUGNO

2019 |

PLUS MAGAZINE

Dopo Michele Placido, Fabio Troiano ha

preso infatti la direzione artistica dello sto-

rico e bellissimo Teatro Curci di Barletta,

che nel 2018 lo ha visto recitare in “

Studio

su Eracle”

per la regia di Gianpiero Borgia, e

che per la stagione 2019-2020 proporrà un

cartellone ricco di novità e con un’attenzio-

ne particolare rivolta ai giovani.

Come sarà la direzione del Teatro Curci per

la prossima stagione?

Il Teatro Pubblico Pugliese, composto da

un comitato presieduto dal Sindaco di Bar-

letta Cosimo Cannito, si occupa egregia-

mente del Teatro Curci per cui, per certi

versi, il mio lavoro è semplice. Proprio per

questo motivo, però, ho l’ansia da presta-

zione, anche se il Comune e il suo Primo

Cittadino mi danno grande fiducia.

Il mio mandato è iniziato nel 2018, ma il car-

tellone era già completo. Nella prossima

stagione inserirò una serata dedicata alla

comicità e poi vorrei far avvicinare di più i

giovani al teatro, che considerano questa

forma d’arte un po’ vecchia e noiosa.

Proprio a Barletta sono stato nelle scuole

a fare promozione e il risultato è che poi gli

studenti sono venuti in sala. Basta stimolarli

e loro rispondono.

Cosa significa essere

dall’altra parte del palco?

Lo trovo stimolante, gratificante, ma anche

un impegno che richiede grande respon-

sabilità. Farò del mio meglio per non delu-

dere chi ha creduto in me.

Direttore, il teatro può diventare più pop?

In che modo?

Dando alle persone spettacoli capaci di

coinvolgerle e affascinarle, opere che fac-

ciano venir voglia di tornare in sala.

Un segnale di ciò che sto facendo e che

voglio portare avanti l'ho dato lo scorso 4

aprile, con l’opera

“Ti racconto una storia.

Letture semiserie e tragicomiche”

dell’atto-

re e regista Edoardo Leo. Abbiamo avuto il

sold out e avremmo potuto anche replicare

la sera dopo, se non fosse già stata impe-

gnata da un altro spettacolo.

Qual è, secondo te, il ruolo dell’attore oggi?

I social network e la tv on demand hanno

cambiato il modo di fruire l’arte, che è sem-

pre più individuale anziché collettiva, oltre

che immediata.

Spesso il pubblico vuole scivolare su certi

temi, ma l’attore, come qualunque artista,

ha il compito di trasmettere qualcosa.

Quest’anno ho portato in scena “

Lampedu-

sa”

di Anders Lustgarten, uno spettacolo sui

migranti. Mi piacciono molto le commedie,

ma se posso far riflettere le persone non mi

tiro indietro. Non voglio dare la soluzione ai

problemi, ma comunicare che nel mondo

succedono determinate cose.

FABIO TROIANO

Un'immagine dallo

sceneggiato televisivo

"Rosso Mille Miglia".

Fabio Troiano è insieme

a Martina Stella.