19 PLUS MAGAZINE | DICEMBRE 2025 Ferruccio, la tua scuola è un’eccellenza nel panorama internazionale del salvataggio in acqua con i cani. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso, con quali motivazioni? L’idea di iniziare un’avventura con i cani da salvataggio in acqua nasce alla fine degli anni ‘80. All’epoca mi descrissero le qualità del Terranova: un esemplare che, grazie alla sua innata affinità con l’acqua, era in grado di soccorrere persone in difficoltà in ambienti acquatici. Era il mio cane! Iniziò così un percorso addestrativo per perfezionare le qualità del Terranova e, per me, iniziò una sfida! In sinergia con il team del soccorso aereo dell’Aeronautica Militare, improntammo le linee guida delle nuove tecniche operative per un percorso in operazioni di elisoccorso. Nel 1991, durante la prima operazione di soccorso con elicottero, io e il mio cane Mas, ci calammo con il verricello in acqua per soccorrere tre persone aggrappate a un gommone semi affondato. Grazie alla forza di Mas e al mio ruolo di soccorritore, l’operazione di rimorchio verso riva del gommone con a bordo i tre naufraghi, si concluse positivamente, ottenendo una grande risonanza mediatica. Con quali criteri selettivi vengono scelti gli esemplari da destinare al salvataggio nautico? Che caratteristiche fisiche devono possedere e quali sono le razze più adatte al salvataggio in acqua? La mia avventura è nata con il Terranova, in seguito ho notato che altre razze, Labrador e Golden Retriever, avevano le stesse doti di acquaticità, ma con una struttura fisica meno imponente che compensavano, però, con velocità e potenza. Attualmente, queste tre razze rappresentano il meglio per le operazioni di soccorso in acqua. Una loro peculiarità distintiva è il pelo e il mantello impermeabile, il tutto accompagnato da una grande docilità. Inoltre, sono dotati di zampe palmate che facilitano il contatto con l’acqua, garantendo una spinta in avanti estremamente potente. Quali sono gli aspetti e i requisiti specifici per arrivare a conseguire il brevetto di salvataggio come unità cinofila? Come è strutturato il percorso formativo-addestrativo? Le persone che frequentano la scuola sono in possesso di un cane. Nel corso degli anni hanno visto sulle riviste, sui profili social, sulle spiagge, le gesta dei nostri amici e hanno deciso di intraprendere il percorso con passione e motivazione. Il “cammino” è lungo e impegnativo: per conseguire il brevetto il tempo è di circa un anno e mezzo. Si parte da un corso di obbedienza di base per arrivare a un traguardo di alto livello. Viene fatto un corso di acquaticità insieme al cane e poi si arriva alla parte operativa sulle lunghe distanze in sinergia con i mezzi navali. Noi creiamo unità cinofile, uomo e cane, che formano una “cosa sola”. CANI CHE SALVANO VITE
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