Plus Magazine 51

24 DICEMBRE 2025 | PLUS MAGAZINE PROTAGONISTI no “contenitori” importanti di diversità, quanto quel che succede - anche accidentalmente - per strada, sia intimamente importante. È in strada, sulla riva del Po piuttosto che sui marciapiedi dell’intera città, l’unico posto in cui la solitudine svanisce e si può sognare un futuro. “Verdad” - la protagonista del tuo secondo graphic novel - è una donna che lotta per la libertà durante la guerra di Spagna, e continua a lottare anche quando tutto è perduto, quando gli altri si arrendono o se ne vanno, pagando di persona per un ideale che per molti è un’utopia (come lo è il suo nome). È utopia pensare che anche un fumetto possa essere utile a sostenere la libertà, la verità e la giustizia? Un fumetto, come una canzone, un libro, un film, un quadro può sostenere e diffondere idee di libertà e giustizia. Conferma ne è l’atteggiamento di qualsiasi regime autoritario che sempre si affretta a censurare, denigrare o distruggere l’arte in ogni sua forma. I nazisti organizzarono “La mostra d’arte degenerata” nel 1937 proprio per ridicolizzare l’arte espressionista (in realtà tutto ciò che non era propaganda in linea con il regime per loro era arte degenere che poi, in gran parte, distrussero). D’altra parte, chiunque guardi o senta parlare di Guernica di Picasso sa di cosa si tratta. Può ignorare l’episodio a cui è riferito il dipinto, ma è universale che quell’immagine sia un manifesto contro la guerra che distrugge la vita della gente, ed è una denuncia insindacabile. Spesso l’arte è più vicina alle persone che la narrazione giornalistica o la storia (così come viene insegnata generalmente nelle scuole) perché tocca una dimensione intima in cui ci si può immedesimare meglio, in cui oltre ad un’immagine, un dato statistico, un fatto, scorre un’emozione. In “Salvo imprevisti” ci sono dialoghi intensi, spesso interiori. Che cosa aggiunge il disegno alle “parole” in un fumetto che scava soprattutto nell’animo dei protagonisti? In “Salvo imprevisti” ci sono quattro personaggi le cui storie corrono parallele. Ognuno di loro è rappresentato con colori e tecniche diverse perché mi è sembrato importante che il disegno rispecchiasse le loro identità. Katherine Mansfield (scrittrice neozelandese vissuta a cavallo del XX secolo N.d.R.) è disegnata con più colori degli altri per riflettere l’atmosfera di inizio Novecento, più lontana e morbida, come se fosse un ricordo. Liam che è un astrofisico della nostra epoca ha colori più forti, determinati. Marzia è una ragazzina che si sottrae al mondo e agli sguardi altrui e quindi ho lavorato con una tecnica di sottrazione, cancellando il colore anziché aggiungerlo. Rocìo è un’Intelligenza Artificiale (come Alexa) e l’ho disegnata tutta in digitale, il risultato ricalca le immagini filtrate da una telecamera. Chi legge è trasportato fisicamente nel mondo di ciascun personaggio e lo vede graficamente come se si mettesse nei suoi panni. Anche la scelta delle inquadrature segue questo schema, differente per ognuno di loro.

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