45 PLUS MAGAZINE | DICEMBRE 2025 di Emanuela Truzzi Il dualismo tra mente e corpo è stato per lungo tempo un fertile tema di discussione filosofica; personalmente, in accordo con le millenarie filosofie provenienti dall’Oriente, sposo una visione olistica della persona, non valutandole come due entità separate ma come facce della stessa medaglia, strettamente interconnesse e in continua influenza reciproca. È stato il contributo di Sigmund Freud, attraverso gli studi sull’isteria, ad affermare che un contenuto psichico represso è in grado di provocare importanti modificazioni corporee. I successivi studi di Wilhelm Reich e Alexander Lowen hanno avuto il merito di sviluppare questo approccio e riconsiderare la mente e il corpo come unità funzionale inscindibile, aprendo le porte per lo sviluppo di una nuova branca della psicologia medica, la psicosomatica. La psicosomatica si occupa di ricercare la relazione tra il disturbo somatico e la sua eziologia, spesso di natura psicologica, considerando la mente e il corpo come un unicum per riconoscere e comprendere l’influenza che il mondo emozionale ed affettivo è capace di esercitare sul nostro corpo. Ma oggi non parleremo di mente e corpo in senso epistemologico; pongo a voi, lettrici e lettori, tre semplici domande che utilizzo nel mio metodo di coaching per indurvi, mentre leggete, a una riflessione. Vivo o abito nel mio corpo? Le persone sono preoccupate di piacere agli altri per essere accettate dagli amici, dai parenti, nel gruppo di lavoro e magari dai nuovi vicini di casa, ma quanto piacciono a se stesse? L’insicurezza è fonte di sofferenza e disagio comportamentale e gli individui di carattere più debole arrivano a compiacere gli altri comportandosi in modi che non sono propri, pur di dare un’immagine di sé che possa essere apprezzata. Quanto mi piaccio fisicamente? I modelli divulgati dai media con i quali tutti noi ci confrontiamo sono decisamente perfetti ma se rimaniamo ben saldi alla realtà comprendiamo che non tutte le donne e gli uomini possono essere modelli e d’altronde noi esercitiamo un’altra professione. Purtroppo, molte persone non sanno apprezzarsi per quello che sono, anzi, hanno un’immagine di sé distorta e manifestano problemi di enterocezione. L’immagine corporea di una persona è migliore quando si ha consapevolezza di sé e si vive in armonia con se stessi, apprezzandosi, stimandosi e, di conseguenza, essendo apprezzati anche dagli altri. Un costante atteggiamento positivo è il fattore più importante per vivere bene con se stessi e con gli altri. Rispecchiandoci nella nostra immagine reale impariamo a volerci bene e rispettarci, avendo cura non solo dell’immagine esteriore ma della nostra intera persona. Un’attenta alimentazione sicuramente ci aiuta in questo confermando la citazione di Giovenale: “Mens sana in corpore sano”. Perché il mio corpo è così pesante? Il peso dei ricordi è come una zavorra che può trascinare l’individuo in un baratro profondo se non riesce a sciogliere le pene che affollano la sua mente e alimentano il suo dolore. Due parole fondamentali che utilizzo nei percorsi coaching mi confermano da sempre che si può cambiare: la gratitudine e il perdono. Se cerchiamo una chiave di lettura profonda ci rendiamo conto di quanto i due termini siano interconnessi e necessari al vissuto esperienziale di ogni individuo. La cultura moderna non fa molto per valorizzare il perdono, anzi, il più delle volte legittima il rancore e la vendetta. Il perdono, interpretato al di là del significato escatologico e cattolico, può porre fine a un rancore che, con il passar degli anni, indurisce i nostri cuori colmandoli di risentimento verso gli altri o verso noi stessi… ed effettivamente è ancor più difficile perdonare i propri errori. Ecco perché diventa necessario coltivare la gratitudine per maturare il perdono. Il sentimento di gratitudine è un’espressione dell’amore che possiamo trovare ogni giorno in piccoli e grandi gesti che spesso la mente distratta o soffocata da altre cose non riesce neanche a scorgere. Il perdono e la gratitudine sono d’ausilio nel percorso di armonia tra mente e corpo. UN DUALISMO IN CONVERGENZA COMUNICAZIONE E IMMAGINE
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