Plus Magazine 51

69 PLUS MAGAZINE | DICEMBRE 2025 senza possedere, creare senza sovrapporsi, abitare uno spazio senza rinunciare alla propria voce. Visitare la Casa-Studio di San Ángel è un’immersione nel dialogo eterno tra forma e sentimento, cemento e passione, arte e libertà. Un ponte sottile che ci insegna a stare vicini restando noi stessi. Xochimilco: l’espressione della messicanità Arrivare a Xochimilco è come scivolare in una dimensione parallela. Qui il tempo sembra essersi fermato: tutto vibra di un’energia arcaica e festosa. Il nome in atzeco significa “luogo del seme fiorito”. In epoca precolombiana era un mosaico fertile di acqua e terra. Le chinampas, tuttora visibili, sono strisce galleggianti di terra coltivabile, miracolo dell’ingegno umano e della spiritualità indigena. Durante il XX secolo diventò luogo di resistenza culturale. Era popolare, contadino, legato ai cicli della natura e non a caso Frida Kahlo e Diego Rivera lo scelsero come rifugio e in qualche modo specchio delle loro visioni politiche, artistiche e amorose. Nei suoi diari, Frida scrive: “Xochimilco è più vero del cielo. I suoi fiori crescono tra il fango e la memoria. Diego li ama come ama la terra”. E poi ancora: “Qui tutto sembra scorrere ma nulla si perde. Le piante, l’acqua, i morti e i vivi, tutti convivono. E io mi sento parte di questo fiume”. Oggi, camminando per le strade di Xochimilco - tra il mercato tradizionale, le chiese coloniali, i murales e gli alberi centenari - si trova una messicanità pura, orgogliosa, non folclorica. Forse è per questo che Xochimilco è ancora uno dei luoghi più “Frida” del Messico. È da attraversare lentamente come l’acqua dei suoi canali; qui convivono le memorie dei popoli antichi e la gioia semplice della vita quotidiana. In questa cornice che trova uno dei luoghi più inaspettati e affascinanti della città: il Museo Dolores Olmedo. Si tratta di un’antica hacienda coloniale, dipinta di bianco e blu, immersa in giardini rigogliosi, attualmente chiusa al pubblico (la riapertura è prevista nel 2026 in occasione dei Mondiali di Calcio). L’hacienda appartenne a Dolores Olmedo Patiño (1908-2002), una delle più grandi collezioniste e mecenati dell’arte messicana. Donna potente, colta, controversa, la sua fu CITTÀ DEL MESSICO - FRIDA KAHLO

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