53 IN QUESTO NUMERO TECNOFUTURO LA GEOPOLITICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CENTRO SPORTIVO ARMA DEI CARABINIERI DOVE PRESTAZIONI E VALORI SI INCONTRANO DANIEL PENNAC LO SCRITTORE PIÙ IRONICO DI FRANCIA GABRIELE TERZI CON LUI OGNI DOLCE DIVENTA #STRABUONO TREDICI PIETRO RACCONTA LA SUA MATURITÀ CONVENZIONI NAZIONALI: DA PAGINA 70 Supplemento a La voce dei Bancari Periodico trimestrale per la cultura e il tempo libero Numero LIII - Giugno 2026 Credit photo Virginia Bettoja La regina dei live Annalisa
2 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE Copertina Annalisa, la regina dei live Tecnofuturo La Geopolitica dell’Intelligenza Artificiale. Intervista ad Alessandro Aresu Protagonisti Subsonica: trent’anni di musica e sperimentazione Ospiti A colazione con… Simona Politi Protagonisti Centro Sportivo Arma dei Carabinieri dove prestazioni e valori si incontrano Protagonisti Daniel Pennac: lo scrittore più ironico di Francia Protagonisti Gabriele Terzi, con lui ogni dolce diventa #StraBuono Protagonisti Tredici Pietro racconta la sua maturità Aziende Comunicazione, prevenzione e impatto sociale: l’impegno di Vittoria Assicurazioni Protagonisti Intervista a Maria Frassine: direttore di AIFOS Orizzonti Longevity: un paese dove a realizzarsi sono gli anziani Comunicazione e immagine Trame narrative e amicizie Eventi FABI Plus ha compiuto 30 anni! Intrattenimento Gardaland Resort: preparati a vivere nuove emozioni nel Parco più famoso di Italia! Moda Appunti di moda a cura di Barbara Odetto Recensioni Serie TV Cinema Libri Mostre Teatro Musica Concerti Fumetti Mappamondo India, sulle rive dell’Eterno: viaggio lungo il Gange Convenzioni nazionali 4 8 14 18 20 24 26 30 34 38 42 44 46 48 50 56 57 58 59 60 61 62 63 64 70 Sommario 53 PLUS MAGAZINE 53 Supplemento a “La voce dei Bancari” Periodico trimestrale per la cultura e il tempo libero Redazione e Amministrazione Via Guarini, 4 - 10123 Torino - Tel. 011 5611153 www.associatiallafabi.it Direttore Responsabile Paolo Panerai Direttore Editoriale Paola Gomiero Segreteria di Redazione Chiara Attolico, Milena Lagnese Photo Editor Alessandro Lercara Relazioni esterne Daniele Tancorra Hanno collaborato a questo numero: Mauro Bossola, Loris Brizio, Silvia Catalucci, Pietro Gentile, Barbara Odetto, Barbara Oggero, Alessia Roeta, Mariangela Salvalaggio, Vincenzo Scaringella, Emanuela Truzzi, Giancarlo Vidotto. Fotografie Archivio Stock Adobe, Archivio Stilisti, image courtesy Trendfortrend, images selected on Mytheresa e Luisa Via Roma, Virginia Bettoja, Chiara Mirelli, Ivan Cazzola, Archivio Arma dei Carabinieri, Thesupermat-Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0, Ferdinando Traversa-Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0, Stefano Tonetto Foto di copertina: Virginia Bettoja Pubblicità Nova Labor Servizi srl Via Guarini, 4 - 10123 Torino - Tel. 011 5611153 Progetto Grafico M.C.Grafica Torino / Art Director Marco Clava Su www.plusmagazine.news è possibile trovare il meglio di Plus Magazine in formato digitale. La redazione non si assume alcuna responsabilità per notizie, foto, marchi, slogan utilizzati dagli inserzionisti. Il materiale inviato non viene restituito. È vietato e perseguibile civilmente e penalmente, ai sensi della legge sul diritto d'autore, ogni forma di riproduzione dei contenuti di questa rivista, compresi gli spazi pubblicitari, senza autorizzazione scritta dell'editore.
3 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 EDITORIALE Nei giorni scorsi ho visto al cinema il sequel de “Il diavolo veste Prada”. Pur raccontando un mondo molto diverso dal nostro, alcune dinamiche ricordano da vicino quello che succede oggi anche nell’editoria: i tempi sempre più veloci, i contenuti che cambiano continuamente, l’attenzione che si sposta in fretta da un argomento all’altro. Dal 2005, anno di nascita di Plus Magazine, il mondo della comunicazione è profondamente cambiato. La carta aveva un ruolo diverso e i tempi erano più lenti. Oggi tutto si muove velocemente, sono cambiate le abitudini dei lettori, così come lo stesso modo di informarsi. Quello che non è cambiato però, è il valore delle storie. In questo contesto, il nostro obiettivo resta semplice: continuare a raccontare persone, idee e percorsi, con attenzione, cercando di dare spazio a contenuti che abbiano ancora il tempo di essere letti e approfonditi. Per questo per noi le interviste restano uno strumento fondamentale, perché sono il modo più diretto per entrare nei mondi che raccontiamo, attraverso le parole di chi li vive ogni giorno. Accanto a questo continuiamo a lavorare sugli approfondimenti e sul racconto degli eventi. In questo numero questo approccio prende forma attraverso la musica, con Annalisa, la regina dei live a cui abbiamo dedicato la copertina, con i Subsonica che celebrano trent’anni di carriera e con Tredici Pietro rapper e cantautore bolognese emergente. Nella rubrica Tecnofuturo incontriamo Alessandro Aresu, consulente esperto di Intelligenza Artificiale, mentre per la cultura diamo spazio a Daniel Pennac, autore capace di unire ironia e profondità. La rubrica dedicata agli chef ospita invece Gabriele Terzi mentre nella rubrica A colazione con facciamo due chiacchiere con Simona Politi. Proseguiamo poi con l’intervista al colonnello Andrea Desideri comandante del Centro Sportivo Arma dei Carabinieri e con un approfondimento in tema di sicurezza nel lavoro con l’intervista a Maria Frassine, direttrice di AIFOS. Voci diverse, esperienze differenti, prospettive che ci aiutano a leggere il presente con maggiore attenzione. In un tempo che accelera continuamente, approfondire e raccontare resta per noi qualcosa di essenziale. Ed è da qui che vogliamo continuare. Buona lettura e buona estate! di Paola Gomiero (direttrice FABI Plus) Il tempo dei contenuti
4 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE tre Power Hits Estate, un premio Mia Martini, due SIAE Music Awards e due Telegatti. Ligure, più precisamente di Carcare in provincia di Savona, Annalisa ama la sua terra e lo scorso aprile l’ha omaggiata iniziando la seconda parte del tour “Ma noi siamo fuoco Capitolo II – Palasport 2026”. I concerti hanno sancito ulteriormente il successo di questa artista, che ha conquistato pubblico e critica registrando il sold out in molte delle 13 date. La sua estensione vocale, unita alla presenza scenica, fanno di lei una performer a tutto tondo che dà il meglio di sé nei live, dove non si risparmia mai. Per questo i fan la seguono e la amano da sempre. Con oltre cinque milioni di dischi venduti in Italia e più di un miliardo di stream su Spotify, 54 Dischi di Platino e 16 Dischi d’Oro, Annalisa non ha certo bisogno di presentazioni. La sua carriera è iniziata nel 2010 con la partecipazione alla decima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi dove ha ricevuto il Premio della Critica Giornalistica e dove, l’anno successivo, ha vinto nella categoria Big. In questi 16 anni la cantante ha ottenuto tantissimi riconoscimenti: dal Global Force Award ai Billboard Women in Music 2024, premio assegnato per la prima volta a un’artista italiana, a due MTV Europe Music Award passando per ben dodici Music Awards, di Barbara Odetto COPERTINA Laureata in Fisica presso l’Università degli Studi di Torino, Annalisa Scarrone è un esempio di come la vita decida quale percorso prendere. Nel suo caso il destino ha scelto per lei la carriera di cantante e il successo raggiunto dimostra che questa era, ed è, la strada giusta. La regina dei live Credit photo Virginia Bettoja
5 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 A ottobre è uscito il tuo nono album, “Ma io sono fuoco”, con l’etichetta Warner Music Italy. Perché questo titolo? Questa è una frase potente, una dichiarazione. È la volontà di affrontare le situazioni anche quando sono avverse. Secondo me è importante non essere passivi di fronte a ciò che accade. Non dobbiamo farci trascinare, ma abbiamo il dovere di cercare di trasformare le cose negative in opportunità. Dovrebbe essere così per tutti, ma in quanto soggetto femminile non nascondo che il tema lo sento molto addosso. Come donna mi è capitato e mi capita di rischiare di affrontare delle situazioni che magari un uomo non subirebbe. Il messaggio centrale del disco è che ognuno viva la vita come vuole. Visti i tempi, è importante parlarne. Raccontaci del tour primaverile. Lo show è durato due mesi, aprile e maggio, e si è tenuto in diversi Palasport italiani. È partito da Genova e si è concluso a Roma, ma ha raggiunto anche città come Mantova, Pesaro e Messina dove non mi ero esibita lo scorso novembre. L’obiettivo è stato fondere musica, scenografia e arti visive in una narrazione che si è sviluppata in tre sogni e che ha raccontato la trasformazione che io stessa vivo in prima persona. I temi del live hanno coinciso con quelli del mio ultimo album “Ma io sono fuoco” che è uscito nell’ottobre del 2025 e che mi ha fatto ottenere la certificazione Platino. Oltre alle hit di questo ultimo lavoro, ho proposto i brani che hanno segnato la mia carriera e naturalmente anche il singolo “Canzone estiva” che ha raggiunto la vetta dell’airplay radiofonico regalandomi una grande soddisfazione. Fuoco, fiume e tigre danno nome e vita ai tre sogni. Di cosa si tratta? Ognuno di essi è un elemento chiave che si alterna per rendere viva la storia. Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume. Il tempo è una tigre che mi divora, ma sono io quella tigre. Chi sono i musicisti che ti accompagnano nei live? Sono tutti artisti di grande caratura che laANNALISA vorano con me da sempre: Daniel Bestonzo alle tastiere e ai sintetizzatori, che ha curato anche la direzione musicale, Gianni Pastorino anche lui alle tastiere e ai sintetizzatori, Dario Panza alla batteria e electronic pads, oltre a 14 ballerini diretti da Simone Baroni. Il design dello show è stato davvero maestoso. Sei soddisfatta? Moltissimo. Lo spettacolo ha fuso insieme musica, scenografia e arti visive per offrire al pubblico un’esperienza immersiva a 360 gradi. La scenografia è stata imponente e dinamica allo stesso tempo e al centro della scena c’era un vulcano che era il cuore dello spettacolo. Il suo nucleo circolare, fatto di fuoco e luce, rimandava al vortice del tour precedente, come fosse un ponte tra passato e futuro. Questo vulcano rappresentava molto di più di una scenografia, era il simbolo di un’energia primordiale di distruzione e rinasciCredit photo Virginia Bettoja
6 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE video, che è stato diretto da Giulio Rosati. La prima parte è stata registrata in piano sequenza per cui le scene non si potevano sostituire in post produzione. Questo ha reso tutto più complesso e faticoso perché il girato doveva essere fluido e perfetto. Prima di raggiungere il risultato ottimale abbiamo rifatto le scene davvero tante volte. È stato un lavoro impegnativo, che è iniziato al mattino presto e che è durato fino alle due di notte, ma sono molto soddisfatta. Quando non sei in tour come ti rilassi? Mi piacciono le serie TV e nelle giornate uggiose adoro rimanere sul divano e riposarmi facendo delle vere e proprie maratone televisive. Spesso le canzoni e i primi vocalizzi nascono mentre sono a casa in pigiama. Come gestisci il successo? Non sono arrivata alla notorietà all’improvviso, ma a piccoli passi. Ho cantato nei locali della mia terra, tra Savona e il basso Piemonte, e questo mi ha aiutata a vivere la fama con razionalità, senza montarmi la testa. Per ogni cantante è importante far arrivare lontano le proprie canzoni, ma la popolarità, da sola, non basta. Ci vogliono impegno, costanza e capacità. Da ligure, c’è un cantautore della tua regione che ami particolarmente? Mi piace tantissimo Fabrizio De André. È un artista che stimo da sempre e che mi fa sentire a casa anche quando sono in tournée lontano dal mio mondo. ta. Il design dello show è stato curato da Denso Studio nella figura di Jacopo Ricci come direttore creativo. Benché sia giovane, è del 1994, ha già lavorato con artisti del calibro di Travis Scott, Janet Jackson, Martin Garrix, Achile Lauro, Fedez e molti altri. Con lui c’erano Luca Ascioti come scenografo e Vittorio Campagnolo come programmatore luci. Un team di professionisti di altissimo livello. Cosa ne pensi delle coreografie? Simone Baroni è un vero talento e in questo tour ha utilizzato le scenografie per raccontare una trasformazione che il pubblico ha vissuto in prima persona. Il movimento diventava fuoco: materico, deciso, capace di accendere e consumare. Grazie a lui tutto si è trasformato in un linguaggio che esprimeva identità, rinascita e potere. A marzo è uscita “Canzone estiva”. Secondo te è il tormentone dell’estate? La mia idea era di spiazzare gli ascoltatori e infatti nel testo dico: questa non è una canzone estiva. Per me nessun testo nasce come stagionale. Qualche canzone lo diventa e qualcuna no. La verità è che non lo decido io, ma chi ascolta. Questo brano è il primo che ho scritto, è uno dei punti centrali del disco, e nel testo parlo di giudizi, pregiudizi e apparenze che ingannano. Oggi, per via dei social ma non solo, tutto è molto fruibile, veloce e a portata di mano però, in questa rapidità di commenti, talvolta si perdono le sfumature e le cose preziose non sembrano tali. Oltre alla canzone mi piace molto anche il COPERTINA Credit photo Virginia Bettoja
8 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE La Geopolitica dell’Intelligenza Artificiale Da quattro anni a questa parte, ormai tutti parlano di Intelligenza Artificiale, tutto il mondo sta investendo cifre mirabolanti per lo sviluppo di questa tecnologia. Gli Stati Uniti sono partiti da anni, seguiti dalla Cina, l’Europa pone le regole. Ogni mese una nuova azienda di I.A. stupisce il panorama internazionale. È una vera e propria rivoluzione per il dominio del mondo e del futuro. Ne abbiamo parlato con Alessandro Aresu, nel corso dell’I.A. Forum organizzato a Milano da The Innovation Group. di Pietro Gentile TECNOFUTURO Intervista ad Alessandro Aresu Alessandro Aresu analista e consulente esperto di geopolitica delle tecnologie e Intelligenza Artificiale
9 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 L’esito finora è abbastanza misto: è vero che, attraverso l’azione di grandi aziende tecnologiche cinesi come Alibaba o ByteDance, si riportano alcuni talenti in Cina. È vero che sono nati progetti come DeepSeek e altri, che hanno proprio l’obiettivo di utilizzare il talento cinese, ma gli Stati Uniti continuano a essere un luogo di attrazione primario, anche se dall’amministrazione Trump giungono elementi contraddittori da questo punto di vista, soprattutto col taglio delle risorse in ricerca di base. Questo è l’esempio di un aspetto strutturale L’INTERVISTA Dottor Aresu, tra i suoi libri c’è un recente saggio per Feltrinelli dal titolo “Geopolitica dell’Intelligenza Artificiale”, a che punto siamo con la sfida dell’Intelligenza Artificiale tra Stati Uniti e Cina? Ho dedicato a questi temi molti saggi negli ultimi dieci anni. Il primo modo per guardare a tendenze strutturali del nostro tempo, come la competizione tra Stati Uniti e Cina, è quello di non seguire l’attualità. L’attualità non è importante, ci sono sempre dei nuovi annunci. È più utile leggere i miei libri, studiare i libri di settore e pensare ai fattori strutturali. Analizziamo i fattori strutturali della sfida tra Stati Uniti e Cina. Il tema principale è quello dei talenti: le varie rivoluzioni tecnologiche, compresa l’Intelligenza Artificiale, sono realizzate da scienziati, ricercatori, ingegneri e manager. La Cina oggi è il principale produttore di talenti tecnologici dell’Intelligenza Artificiale del pianeta, ma gli Stati Uniti ne sono il principale attrattore. Per me la coordinata più importante per guardare dove andrà la sfida è quanto la Cina riuscirà a mantenere al suo interno, diciamo nei prossimi cinque anni, il suo talento e quanto gli Stati Uniti continueranno a essere un luogo di attrazione nelle loro università, nei centri di ricerca e nelle imprese. LA GEOPOLITICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
10 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE tificiale sono decine. Essendo la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale anche un tema di talenti, per esempio ricercatori e sviluppatori, Nvidia deve considerare che la maggior parte dei ricercatori dell’Intelligenza Artificiale al mondo sono cinesi: quindi non sono taiwanesi, perché a Taiwan ci sono solo 23 milioni di persone. Infine, Nvidia è un’azienda, quindi vuole fare ricavi e profitti e il mercato cinese è un mercato importante, soprattutto per la vendita ad alcune grandi aziende digitali che in Cina ci sono, ma non in Europa. In Europa le grandi aziende digitali come Google, Microsoft, Alibaba, ByteDance purtroppo non ci sono. In base all’informazioni che sicuramente lei ha già, si è visto negli ultimi 12 mesi un reflusso di ricercatori cinesi dagli Stati Uniti dopo tutto il discorso dei visti americani? In termini quantitativi, il numero di studenti cinesi negli Stati Uniti è in diminuzione dal periodo del Covid, ma non in diminuzione netta. Quello che si vede è che alcune istituzioni cinesi, in particolare universitarie, riportano a casa qualche nome importante di scienziato e di ricercatore: qualitativamente c’è un po’ di deflusso, ma non eccessivo ed è ormai una questione di medio termine. Negli ultimi mesi si rafforzano questi fenomeni di qualche grande accademico che si ritrasferisce ad Hong Kong, per esempio. della competizione tra Stati Uniti e Cina che dobbiamo considerare. Assieme a quello dell’energia, che è di stretta attualità ma allo stesso tempo è strutturale. Lei parla spesso nei suoi libri di Nvidia. Qual è il ruolo di Nvidia nel rapporto tra l’I.A. americana e quella cinese oggi? Nvidia è attualmente il capo filiera dell’ecosistema industriale dell’Intelligenza Artificiale. In esso emergono aspetti più visibili: le applicazioni, i modelli. Poi, come per tutto nella tecnologia, c’è l’industria dei semiconduttori (la più importante del mondo), l’assemblaggio di elettronica, la costruzione dei data center. Questo, dal punto di vista americano, è anche un sistema di rapporti con altri luoghi: pensiamo alla Corea del Sud, per esempio, cruciale per la produzione delle memorie senza cui non esiste il sistema dell’Intelligenza Artificiale. Nvidia deve mettere insieme tutto questo: le innovazioni del settore, per esempio su ottica e fotonica; il rapporto con il principale ecosistema industriale elettronico, che tuttora è quello taiwanese, ma che attraverso l’azione di Nvidia e il lavoro fatto dal CEO Jensen Huang, investe negli Stati Uniti. Gli investimenti taiwanesi negli Stati Uniti stanno avvenendo veramente negli ultimi cinque anni. Sono investimenti di TSMC, ma anche di Foxconn, di Quanta: le aziende taiwanesi protagoniste dell’Intelligenza ArTECNOFUTURO
11 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 LA GEOPOLITICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Credo che si ripeterà. La vicenda contiene numerosi livelli: in primo luogo l’utilizzo di sistemi informatici per l’analisi dei dati nei bombardamenti avviene da tanto tempo. Ora lo chiamiamo Intelligenza Artificiale, perché ovviamente utilizziamo anche dei sistemi più avanzati che consentono una maggiore precisione in genere, ma in cui l’errore comunque è possibile. Non possiamo sapere, dato che si tratta di sistemi classificati, quindi segreti, esattamente come è avvenuta l’interazione tra le capacità di Anthropic e quelle di altre società coinvolte, ed infine le decisioni umane in quest’ambito. Però penso che si ripeterà: l’uso di questi sistemi in operazioni di guerra ci sarà e continuerà ad esserci un dibattito su chi deve prendere certe decisioni tra gli attori istituzionali e le aziende. In sostanza le istituzioni, si sono depauperate di competenze anche a livello tecnologico; quindi, noi non dobbiamo pensare che al Pentagono ci siano i migliori ingegneri o informatici degli Stati Uniti, perché ormai sono nelle aziende per ragioni salariali, per vari aspetti: a volte le persone che stanno nelle istituzioni, per tutta una serie di ragioni, non hanno le competenze per discernere e capire questi sistemi. Poi può esserci anche uno scontro ideologico e politico, come c’è sicuramente nell’aspetto di Anthropic, che è un’azienda vicina ai Democratici e ha assunto persone che lavoravano per l’amministrazione Biden. Su Anthropic è importante anche sapere che i loro prodotti sono noAbbiamo parlato dei due contendenti e a questo punto le chiedo come siamo messi noi in Europa, a partire ovviamente dall’AI ACT: la legislazione europea è lungimirante o è autolesionistica? La mia posizione sugli aspetti di legislazione è sempre legata a talenti, imprese e capitali. Sono tre i fattori trainanti e quindi le regole hanno un ruolo nel modo in cui abilitano questi fattori o li frenano. Non bisogna credere che le regole in sé siano la priorità, non lo sono, perché la priorità sono i talenti. Secondo me non bisogna troppo parlare né in positivo né in negativo della legislazione, della regolamentazione, perché non è il fattore trainante; quindi, è un problema di priorità sbagliate. Ci sono modi diversi di vedere i temi, più diffusi tra i paesi leader. Avendo anche una lunga esperienza istituzionale, devo dire che a volte i decisori istituzionali o politici non conoscono argomenti che sono determinanti. Per esempio, quali capacità industriali ci sono nel loro Paese o nel loro territorio? Questo è decisivo perché devi sapere che, per esempio, hai le aziende che fanno i gas industriali oppure le aziende che fanno le turbine, cioè le aziende della filiera industriale dell’Intelligenza Artificiale. L’Europa mantiene ancora molta forza in alcuni nodi della supply chain. L’esempio più noto è l’azienda di macchinari olandese ASML, ma ce ne sono molti altri. Esistono capacità in Europa e quindi il primo modo di essere un protagonista politico di questa vicenda è mantenere e rafforzare le capacità industriali, e avere nuove imprese. Ad esempio, nel venture capital o in generale nella finanza stanno arrivando più capitali in Europa negli ultimi due anni: è un aspetto positivo che bisogna riconoscere, ed era un problema evidenziato anche dai vari rapporti della Commissione Europea. Il nostro risparmio va spesso verso gli Stati Uniti, essendo il polo finanziario principale. Ogni mese si viene a conoscere una nuova azienda che fa passi da gigante nell’I.A., ultimamente si è parlato di Anthropic e del suo A.D. Amodei, che ha fatto causa al Pentagono per l’utilizzo di Claude nelle missioni di guerra. Quando l’I.A. uccide, come accaduto con la scuola in Iran, di chi è la colpa alla fine? È una vicenda che si ripeterà o è un caso?
12 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE che con le capacità aerospaziali. Insomma, ci sono anche buone notizie. Dopo la Generazione Z, quella dei nativi digitali degli anni 2000, adesso abbiamo i nativi dell’Intelligenza Artificiale, che è la generazione Alfa. Cosa faremo fare a questi bambini? Quali sono le skills, quali sono gli studi che dovranno intraprendere? È un tema cruciale. È appena uscito per Feltrinelli un mio libro per gli adolescenti scritto assieme a una mia amica e allieva, dedicato agli adolescenti, che abbiamo intitolato “Non è intelligente ma si applica”, per raccontare l’Intelligenza Artificiale. Le sfide sono enormi. Le persone anche della mia generazione sono cresciute un po’ a cavallo di diversi tipi di formazione, in modo ibrido, sia “cartaceo” che “digitale”. Per i giovani è diverso. Un passaggio è già avvenuto coi social media. Per i sistemi formativi e in genere per la società, la sfida non è semplice: da un lato spiegare, formare sull’utilizzo di questi strumenti, cosa significano, come sono fatti. Capire cosa significa “dialogare” con questi programmi ma ricordarsi che sono dei programmi informatici e non sono “tuo cugino” o “un tuo amico”. E poi avere degli spazi per salvaguardare parte della nostra formazione tradizionale, che è appunto: lettura, concentrazione, attenzione, lunga distanza. tevoli, quelli migliorati di più tra le aziende dell’Intelligenza Artificiale. Poi c’è sempre il fatto che queste aziende sono di “qualcuno”, cosa che spesso non si dice. In Anthropic, il primo azionista è Amazon, il secondo azionista è Google. Lei si è occupato anche di spazio. Oggi abbiamo due grandi contendenti privati, cioè Besos e Musk, oltre alla NASA: già da qualche anno si annunciano i data center nello spazio. Qual è la situazione della sfida legata all’Intelligenza Artificiale anche nello spazio? La questione non è semplice. Dal punto di vista tecnico credo che ci siano sfide gigantesche. Bisogna vedere se tra 2-3 anni ci saranno sempre gli stessi tassi di crescita dei data center. Non è detto. Parliamo per esempio della bolla dell’Intelligenza Artificiale, se ne parla da tre anni, ma non è arrivata, però potrebbe esserci quello che io definisco il “plateau dei data center”. Plateau vuol dire che i tassi di crescita non sono più quelli di prima e quindi la curva diviene più piatta. In ogni caso, nel 2026 c’è la quotazione di SpaceX: l’azienda avrà una valutazione simile al PIL dell’Italia. L’economia e la geopolitica dello spazio vedono un grande primato di SpaceX: altri stanno investendo, gli americani, i cinesi, gli europei si posizionano, ma ancora nessuno è riuscito ad avere il razzo riutilizzabile coi costi e l’efficienza di SpaceX. Le barriere di ingresso sono molto elevate. Sarà difficile per chiunque fare una costellazione satellitare paragonabile a Starlink. Gli Stati Uniti mandano i loro satelliti spia con SpaceX. Questo vale anche per Bezos, i satelliti delle costellazioni Amazon, vengono lanciati soprattutto con SpaceX. Sullo spazio, l’Europa secondo me ha un problema di eccessi burocratici nato quando all’ESA si è affiancata la Commissione Europea. L’ESA è un apparato con competenze specifiche, mentre la Commissione non sa fare questo mestiere: è utile che la ricerca e le imprese abbiano un solo interlocutore nel contesto europeo. L’Italia per lo spazio è un paese ben posizionato per le sue capacità di ricerca e anche per il modo con cui il Piemonte, dopo i drammi della sua industria automobilistica, si è comunque molto ben riconvertito anTECNOFUTURO BIOGRAFIA Alessandro Aresu è un analista e consulente italiano esperto di geopolitica delle tecnologie e Intelligenza Artificiale. Ha collaborato come consigliere tecnologico nel governo guidato da Mario Draghi. Autore di vari saggi per Feltrinelli, si occupa di innovazione, strategie industriali e competizione globale, con attenzione al ruolo dell’IA nello sviluppo economico e politico contemporaneo.
14 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE di Barbara Odetto 1996-2026: 3 decenni che coincidono con un compleanno speciale, quello della band che ha fatto conoscere le sonorità torinesi al resto dell’Italia. E non solo. Torino, 1996. Max Casacci, chitarrista conosciuto nell’underground musicale torinese perché suona negli Africa United, fonda un gruppo con Samuel e Boosta, rispettivamente cantante e tastierista degli Amici di Roland, band che rivisita in chiave rock le cover dei cartoni animati degli Anni ‘80. Ai tre si uniscono Ninja, che agli studi di ingegneria abbina la batteria che suona a livello professionistico seguendo in tour Ornella Vanoni, e Pierfunk, bassista che vanta numerose collaborazioni con diversi artisti italiani fra i quali Loredana Bertè e Marcella Bella. Dal mix di queste cinque menti creative nascono il nome Subsonica e un demo autoprodotto di 5 brani che li porta a firmare un contratto con la casa discografica Mescal. Ricordando gli esordi Davide Dileo, ovvero Boosta, sottolinea: “Conosco i Subsonica da 40 anni e da 30 sono nella band. Siamo complementari e per questo funzioniamo bene. Ognuno ha una testa pensante con strade diverse, ma ciascuno ha l’immagine di cosa vuole portare nel prossimo diPROTAGONISTI Credit photo Chiara Mirelli Il gruppo musicale al concerto “Cieli su Torino” del 31 marzo 2026 Trent’anni di musica e sperimentazione Credit photo Chiara Mirelli
15 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 SUBSONICA sco e speriamo di lavorare insieme ancora a lungo”. Il 1997 sancisce i primi successi: esce l’omonimo album e Antonella Ruggero li vuole per una collab in due brani dei Matia Bazar: “Il video sono io” e “Per un’ora d’amore” che fanno parte dell’album “Registrazioni moderne”. Il ‘98 e il ‘99 consacra i Subsonica nel panorama musicale italiano e inglese: i singoli “Cose che non ho”, “Radioestensioni” e “Preso blu” sono un successo che fa ballare tutto il Paese; “U.F.O.”, pubblicato dall’etichetta londinese Lacerba, si posiziona al settimo posto nella classifica della rivista inglese Dj Magazine, i concerti in giro per l’Italia sono sold out e l’album “Microchip emozionale” guadagna un Disco d’oro. Ricordando quei giorni i 5 ammettono: “Siamo figli degli Anni ‘90, il decennio che più di tutti, insieme ai ‘70, ha giocato con la forma canzone. Come allora, anche oggi crediamo che l’unicità sia la chiave, nella musica come nei rapporti”. Nel 1999 Pierfunk lascia il gruppo e al suo posto arriva Vicio, con le sue sonorità fatte di sperimentazione. Il bassista evidenzia: “Stare in una band ti mette alla prova, anche in senso positivo. Ci si stimola a vicenda per portarci fuori dalle nostre zone di comfort”. Nel 2000 i Subs partecipano al Festival di Sanremo con “Tutti i miei sbagli” posizionandosi undicesimi. Sempre nel 2000, gli MTV Europe Music Award di Stoccolma li consacra “Miglior artista italiano”; al Premio Italiano della Musica vincono nelle categorie “Miglior disco” e “Miglior gruppo” mentre nel 2002 ricevono il Premio Grinzane Cavour e all’Italian Music Awards ottengono una doppia vittoria per il progetto grafico di “Amorematico” e per l’arrangiamento di “Nuvole Rapide”. Nel 2004 firmano il contratto con la EMI Italiana e creano l’etichetta Casasonica che gestisce le produzioni per diversi artisti. A tal proposito evidenzia Max Casacci: “Negli Anni 2000 Casasonica non è stato solo un luogo di creazione artistica, ma uno spazio di comunità, un’etichetta discografica e un piccolo esperimento del possibile”. Nell’estate del 2006 i membri della band si prendono una pausa per seguire progetti personali: Max organizza la terza edizione del Traffic-Torino Free Festival con Manu Chao, Franz Ferdinand e The Strokes. Samuel registra il secondo album dei Motel Connection, Boosta pubblica il suo secondo libro, Ninja diventa dj drum’n’bass e dà vita, insieme a Pierfunk, Ale Bavo, MC Victor Credit photo Ivan Cazzola
16 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE e altri, agli LNRipley e Vicio lavora a numerosi esperimenti strumentali. L’anno successivo Franco Battiato chiede ai cinque di reinterpretare la sua “Up Patriots to Arms”, nel 2008 la band vince la sesta edizione del Premio Amnesty Italia con il brano “Canenero” e nel 2010 pubblica “SubVolley”, inno ufficiale del campionato mondiale maschile di pallavolo che si è tenuto in Italia. Nel 2016 Samuel lascia temporaneamente il gruppo per problemi di salute e per dedicarsi all’album solista “Il codice della bellezza”. A questo proposito il frontman evidenzia: “Siamo cresciuti insieme, abbiamo imparato l’uno dall’altro, poi a un certo punto ognuno di noi ha creduto di poterlo fare meglio, poi magari no, ma non abbiamo mai pensato che questa esperienza potesse non esistere. Quando sei sul palco ti giri e vedi gli altri e capisci il motivo per cui sei lì”. Nel 2017 iniziano i lavori per il nuovo album firmato Subsonica e il successo della band prosegue inarrestabile tra tour europei, collaborazioni importanti e premi come il David di Donatello del 2024 nella categoria “Miglior compositore”, ricevuto per aver firmato la colonna sonora di “Adagio” del regista Stefano Sollima. Lo scorso anno il gruppo ha infine pubblicato il singolo “Radio Mogadiscio”: un nuovo capitolo di un percorso artistico ancora oggi inarrestabile. Per celebrare 30 anni di successi, in primavera i Subsonica sono stati protagonisti di “Cieli su Torino 96-26”, realizzato grazie al sostegno e al contributo di CONSISTE ENTERTAINMENT: quattro concerti soldout, mostre, spettacoli, dj set e percorsi sonori che hanno trasformato il capoluogo piemontese in un grande museo a cielo aperto, per un abbraccio e un omaggio reciproco fra la band e la città. A proposito dell’evento sabaudo dicono: “La nostra storia, a partire dalle sue origini, è inseparabile dalla nostra Città. Senza la Torino di quegli anni non saremmo mai esistiti, o sarebbe comunque stata tutta un’altra vicenda. Per festeggiare un traguardo trentennale, che mai avremmo creduto possibile, volevamo che la Città fosse al centro”. Sempre quest’anno è uscito il loro undicesimo disco – “Terre Rare” – al quale segue il tour estivo. Questo è l’album del viaggio, dell’apertura sonora verso nuove geografie reali e immaginarie. È anche un viaggio nel tempo, ma soprattutto nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi sogni, tra le sue ombre più profonde e i suoi spiragli di umanità. “Trent’anni insieme non sono scontati” sottolineano i Subsonica che aggiungono: “Abbiamo visto cambiare tutto, siamo stati dappertutto. Poi, quando torniamo a Torino, elaboriamo. Noi analizziamo i viaggi quando siamo a casa per poter lasciare alla fantasia il suo corso”. Questo disco, come i precedenti, non cavalca l’onda retorica del successo acquisito e sicuro, ma si basa su sperimentazioni. Perché questi sono i Subsonica: 5 teste pensanti alla ricerca di continui stimoli artistici, sonori, vitali. PROTAGONISTI La copertina dell'ultimo album “Terre Rare” con il calendario dei concerti estivi
18 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE BARBARA ODETTO A colazione con occola golosa, dolce pausa tra la calma della notte e la frenesia del giorno: la colazione, secondo me. Il momento migliore per due chiacchiere rilassate con Simona Politi. C La sua non è una professione comune, anche se il frutto del suo lavoro è visibile a tutti coloro che guardano un film o la consegna degli Oscar. Simona Politi, infatti, si occupa di Product Placement. In pratica lei è il link tra l’artista e l’azienda che vuole farsi pubblicità in modo non convenzionale, ma affidandosi all’immagine del personaggio famoso. La tua è una professione inusuale. Ce la racconti? Tutto è iniziato 25 anni fa. Il mio primo fidanzato collaborava con i personaggi più importanti della televisione italiana e li proponeva come ospiti alle discoteche e a prestigiosi eventi pubblici. Mi sembrava un’attività affascinante e così ho iniziato a lavorare con lui. Di lì a poco abbiamo gestito noi direttamente le celeb nell’ambito di appuntamenti di rilevanza nazionale nel settore della moda, della gioielleria e del beauty. Tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000 abbiamo iniziato a collaborare con partner americani. Vivevamo a Los Angeles e lavoravamo con Asia Argento, che gestivamo a livello mondiale all’epoca del film xXx con Vin Diesel, Adrien Brody, che abbiamo portato al Festival di Cannes per una collaborazione con un grosso gruppo di ottica, e molti altri. In quegli anni il Product Placement non era conosciuto in Italia per cui lo abbiamo importato e abbiamo stretto delle collaborazioni con le principali emittenti televisive nazionali, con produzioni cinematografiche e con importanti happening legati al mondo del glamour. Da tempo lavoro da sola, ma questa professione mi regala sempre grandi soddisfazioni. Con quali celeb ti interfacci? Da Dustin Hoffman a George Clooney, da Uma Thurman a Mira Sorvino, da Morgan Freeman a John Travolta, sono tanti gli attori e le attrici internazionali che ho conosciuto per lavoro e con cui ho tutt’ora un rapporto di amicizia. Lo stesso vale per i personaggi italiani: da Claudia Gerini a Mara Venier, da Serena Autieri a Maria Grazia Cucinotta. Non ho mai approfittato del loro successo, per questo mi stimano. Avere una mentalità di business americana significa gestire il lavoro in maniera etica e trasparente, aspetti che fidelizzano l’artista e i brand con i quali collaboro. Quali sono i principali settori in cui operi? Lavoro con prestigiose aziende del lusso, in particolare della gioielleria e degli accessori. Mi occupo anche di beauty e di integratori, sempre top di gamma perché mi rapporto con talent e personaggi di primaria importanza. Il frutto di ciò che faccio si vede al Festival di Sanremo, alla Mostra del Cinema di Venezia, alla Festa del Cinema di Roma e ovviamente al Festival di Cannes, ai Golden Globes e alla notte degli Oscar. La colazione per te è…? Al mattino consumo quattro caffè e alcune tisane. Nel mio pasto non manca mai lo yogurt, al quale aggiungo semi di diverso tipo, del miele e talvolta qualche biscotto. Utilizzo poi quattro o cinque tipi di integratori. È un’abitudine che ho da quando vivevo negli Stati Uniti. OSPITI
Europa Benefits, da oltre 35 anni, si distingue nel mercato dei broker assicurativi realizzando e ottimizzando programmi aziendali su misura per la previdenza e l’assistenza di Dipendenti e Collaboratori di Financial Institutions, Aziende Commerciali e Industriali e Associazioni Professionali, intermediando circa € 164 milioni di premi. Ogni anno, centinaia di migliaia di persone contribuiscono a programmi di welfare complementare tramite fondi pensione e casse di assistenza sanitaria creati appositamente per loro da Europa Benefits; la Società ha infatti collaborato alla creazione di fondi pensione come Previbank, Fonchim, Previndai, Previambiente e, in ambito assistenziale, alla crescita di casse di assistenza quali Casdic e Previtalia. Dal 1988 ad oggi la Società ha dato tranquillità e protezione a milioni di lavoratori. Ai Clienti vengono fornite idee innovative per la progettazione ex novo e “chiavi in mano” di iniziative assistenziali e previdenziali, armonizzandole con quelle eventualmente già in essere nelle rispettive aziende, ottimizzandone le risorse ed allineandone tempestivamente la gestione ad ogni cambio di normativa. Le analisi e le proposte di Europa Benefits si traducono in sensibili risparmi, ottimi rapporti costi-benefici e un evidente efficientamento grazie all’applicazione di tutte le agevolazioni fiscali e contributive consentite, producendo un elevato grado di soddisfazione nelle relazioni con gli Enti aderenti contribuendo a un notevole benessere dei loro dipendenti e collaboratori. Nel 2018, agli Italy Protection Awards, si aggiudica per il quarto anno consecutivo il primo premio, distinguendosi come “Miglior Broker per la Sanità Integrativa”. In ambito previdenziale, dal 2015 è award winner nella categoria “Miglior Società di Consulenza e Intermediazione Assicurativa” al Pensioni & Welfare Awards Italia. Nel giugno 2016, Europa Benefits riceve, inoltre, il prestigioso premio Le Fonti e, nel 2018, lo stesso premio viene assegnato a Flavio Manuel Alazraki come CEO dell’anno nell’ambito del Welfare Aziendale. EUROPA BENEFITS s.r.l. - Corso Monforte 7, 20122 Milano - T. +39 0276000949 info@europabenefits.it - www.europabenefits.it Europa Benefits, da oltre 35 anni, si distingue nel mercato dei broker assicurativi realizzando e ottimizzando programmi aziendali su misura per la previdenza e l’assistenza di Dipendenti e Collaboratori di Financial Insti- , e Associazioni Professionali, intermediando oltre 200 milioni di premi. Ogni anno, centinaia di migliaia di persone contribuiscono a programmi di welfare complementare tramite fondi pensione e casse di assistenza sanitaria creati appositamente per loro da Europa Benefits; la Società ha infatti collaborato alla creazione di fondi pensione come Previbank, Fonchim, Previndai, Previambiente e, in ambito assistenziale, alla crescita di casse di assistenza quali Casdic e Previtalia. Dal 1988 ad oggi la Società ha dato tranquillità e protezione a milioni di lavoratori. Ai Clienti vengono fornite idee innovative per la progettazione ex novo e “chiavi in mano” di iniziative assistenziali e previdenziali, armonizzandole con quelle eventualmente già in essere nelle rispettive aziende, ottimiz- Le analisi e le proposte di Europa Benefits si traducono in sensibili risparmi, ottimi rapporti costi-benefici e un evidente efficientamento grazie all’applicazione di tutte le agevolazioni fiscali e contributive consentite, producendo un elevato grado di soddisfazione nelle relazioni con gli Enti aderenti contribuendo a un notevole benessere dei loro dipendenti e collaboratori. Nel 2018, agli Italy Protection Awards, si aggiudica per il quarto anno consecutivo il primo premio, distinguendosi come “Miglior Broker per la Sanità Integrativa”. In ambito previdenziale, dal 2015 è award winner nella categoria “Miglior Società di Consulenza e Intermediazione Assicurativa” al Pensioni & Welfare Awards Italia. Nel giugno 2016, Europa Benefits riceve inoltre il prestigioso premio Le Fonti e, nel 2018, lo stesso premio viene assegnato a Flavio Manuel Alazraki come CEO dell’anno nell’ambito del Welfare Aziendale.
20 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE di Vincenzo Scaringella nostri atleti sono tutte ricollegabili alle tradizionali attività istituzionali che l’Arma svolge storicamente. Ovviamente, di queste, esprimono la versione più completa, tecnica e performante in quanto concepite in chiave agonistica di alto profilo per il confronto sportivo più alto. Il Centro Sportivo Carabinieri è stato fondato a Roma nel 1964 e ad oggi ha sede presso la caserma “Salvo D’Acquisto” di Tor di Quinto a Roma. Il personale del Reparto è composto da circa 400 unità tra Comandanti, atleti e tecnici. Al vertice della struttura organizzativa del reparto si trova il Comandante alle cui dipendenze operano le 12 Sezioni Sportive dislocate sull’intero territorio nazionale. Inoltre, dal 2016, presso le Sezioni Sportive sono state attivate le Sezioni Sportive Giovanili con lo scopo di promuovere l’attività sportiva tra i giovani. Volendo quindi riassumere, i compiti del Centro Sportivo Carabinieri si traducono nell’esercizio, diffusione e promozione delle discipline olimpiche o degli sport che abbiano attinenza con il tradizionale servizio d’istituto, nella formazione e nel perfezionamento di Come si articola il Centro Sportivo Carabinieri, quali sono le principali attività sportive promosse? L’attività ginnico-sportiva è da sempre strettamente legata allo stile di vita militare, in quanto sintesi di preparazione fisica, culturale e spirito di sacrificio, e rappresenta un fondamentale strumento di miglioramento psico-fisico per ogni Carabiniere impegnato ad assolvere i gravosi compiti che lo attendono in servizio. Non solo però sport inteso come strumento di preparazione fisica, ma anche come mezzo di promozione di uno stile di vita sano, fino ad arrivare all’attività sportiva intesa nella sua declinazione più alta, quella finalizzata alle competizioni e al conseguimento di risultati significativi nelle manifestazioni più prestigiose in campo nazionale ed internazionale. Per questo il connubio Carabinieri e sport va inteso come espressione contestuale lungo tre direttrici interconnesse tra loro: attività addestrativa, attività agonistica di alto livello, e promozione dell’attività sportiva di massa in ogni sua sfaccettatura. Le diverse discipline sportive praticate dai PROTAGONISTI Il Colonnello Andrea Desideri, classe 1972, è l’attuale Comandante del Centro Sportivo Carabinieri, incarico che ricopre dopo aver maturato numerose esperienze professionali di assoluto rilievo al servizio dell’Arma CENTRO SPORTIVO ARMA DEI CARABINIERI DOVE PRESTAZIONI E VALORI SI INCONTRANO INTERVISTA AL COLONNELLO ANDREA DESIDERI, COMANDANTE DEL CENTRO SPORTIVO CARABINIERI
21 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 CENTRO SPORTIVO ARMA DEI CARABINIERI atleti e tecnici, nella promozione dell’immagine dell’Istituzione attraverso i risultati sportivi e più in generale nell’incentivare e favorire la pratica sportiva amatoriale del personale dell’Arma nonché del cittadino in generale. Con quali criteri selettivi psico-attitudinali e motivazionali vengono scelti i giovani talenti? Al Centro Sportivo Carabinieri si accede tramite concorso pubblico per titoli pubblicato periodicamente per arruolare atleti di alto livello. È necessario essere riconosciuti dal CONI o dalle Federazioni Nazionali di riferimento come atleti di interesse nazionale e avere un’età compresa tra i 17 e i 24 anni, a seconda del bando. È inoltre necessario superare tutti gli accertamenti psico-fisici e attitudinali. Negli ultimi anni si è voluto alzare l’asticella su quello che è il livello degli atleti da arruolare per poter avere maggiori possibilità di riscuotere maggiori successi sia in campo nazionale di alto livello, sia soprattutto a livello internazionale nelle gare più significative Europei, Mondiali e Olimpiadi. Ci permetta un’escursione Colonnello, parliamo di Biathlon e in particolare di Lisa Vittozzi, Appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri, oro e argento alle ultime Olimpiadi Invernali. Il biathlon è una disciplina estremamente affascinante ma allo stesso tempo dura e impegnativa. L’Italia, soprattutto negli ultimi dieci anni, può vantare una posizione di altissimo livello nel panorama internazionale di questo sport e rientra senza dubbio tra il ristretto novero delle Nazioni da battere. Tra i biatleti che hanno portato in alto il tricolore con successi di assoluto rilievo mondiale e olimpico possiamo considerare Lisa Vittozzi, l’atleta italiana più in evidenza, per lo meno negli ultimi anni. Con il trionfo olimpico di Anterselva (BZ) la nostra fuoriclasse ha regalato all’Italia il primo oro di sempre della storia del biathlon tricolore. Nel suo palmares oltre all’oro olimpico, si aggiungono anche un titolo mondiale nella 15 km e un totale di 33 podi e 10 vittorie individuali in World Cup, 5 medaglie mondiali individuali e 3 olimpiche, nonché la Coppa del Mondo Generale nel 2024 e altri 4 trofei di specialità. Personalmente sono oltremodo orgoglioso di annoverare un’atleta di tale caratura come lei nel reparto che comando e del quale fanno parte altri numerosissimi campioni. Che importanza hanno i Centri Sportivi Militari per lo Sport Italiano? Il legame che lega ormai da decenni lo sport olimpico e i Gruppi Sportivi Militari e di Stato è molto stretto e rappresenta una base che è diventata progressivamente sempre più solida e funzionale dalla quale l’intero movimento olimpico nazionale in generale trae beneficio e forza. Grazie all’indispensabile sostegno tecnico, logistico ed economico offerto agli atleti delle diverse discipline da questi abbracciate, unitamente alla conseguente valorizzazione dei talenti sportivi più meritevoli, i Gruppi Sportivi Militari mettono al servizio del CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali la linfa vitale di tutto il movimento olimpico nostrano: atleti, tecnici, dirigenti, mezzi, strutture, impiantistica e specialisti dei vari settori sportivi coinvolti. Il Centro Sportivo Carabinieri, che è inserito nell’ambito del Ministero della Difesa in un’area in cui convergono anche gli altri centri sportivi delle altre forze armate quali l’Esercito, la Marina e l’Aeronautica Militare, gioca un ruolo primario, come dimostrato di recente in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, nelle quali gli atleti dell’Arma sono saliti sul podio ben 14 volte con 8 atleti
22 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE PROTAGONISTI diversi. In questo contesto si sviluppa ormai da anni una forma di mutua collaborazione basata su un accordo firmato congiuntamente tra CONI e il Ministero della Difesa stesso, denominato appunto, Protocollo d’Intesa tra Comitato Olimpico Nazionale Italiano e Ministero della Difesa. Il documento mira allo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali nel campo dell’attività sportiva, con l’intento di sviluppare al meglio il patrimonio sportivo nazionale e di accrescere il prestigio degli stessi Gruppi Militari coinvolti. L’accordo punta, inoltre, a favorire l’utilizzo condiviso delle strutture e contribuire all’organizzazione di grandi eventi sportivi. L’accordo è stato stipulato il 27 gennaio scorso dal Presidente del CONI Luciano Bonfiglio e dal Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto e resterà in vigore fino al 31 dicembre del 2029 con la consueta possibilità di poter essere rinnovato per i successivi quadrienni. Una considerazione finale Colonnello. Gli atleti del Centro Sportivo hanno ottenuto un risultato storico alle Olimpiadi Invernali 2026: vuole esternarci le sue emozioni in merito? Il Centro Sportivo Carabinieri si è presentato ai Giochi di Milano Cortina 2026 con un contingente di 23 atleti, 8 dei quali sono andati a medaglia e sono saliti 14 volte sul podio per ricevere complessivamente 6 medaglie d’oro 2 d’argento e 6 di bronzo. Con questo ingente bottino il nostro squadrone rosso blu ha contribuito in maniera determinante all’incredibile e storico risultato complessivo dell’Italia Team nel medagliere finale di questa straordinaria edizione delle Olimpiadi Invernali in cui l’Italia ha ottenuto il 4° posto con un bilancio finale di 30 medaglie. Poter assistere, di persona, alle vittorie dei nostri carabinieri è stato sicuramente molto emozionante e allo stesso tempo fondamentale per fare squadra e dare un impulso ulteriore a tutti quei giovani che, o come atleti o come tecnici del Centro Sportivo Carabinieri, erano impegnati nelle competizioni olimpiche con la maglia Azzurra. Senza togliere niente a nessuno degli atleti medagliati, un significato particolare, che va oltre l’aspetto prettamente sportivo, va riconosciuto alle due medaglie d’oro del Mar. Federica Brignone, proprio per quello che questo doppio trionfo porta con sé. La storia umana e l’esempio di resilienza, lo spirito di sacrificio, la sua grande determinazione a raggiungere un obiettivo che fino al giorno stesso della gara sembrava impossibile da poter raggiungere e che Federica ha trasmesso al mondo intero, rappresenta un valore aggiunto incommensurabile che supera addirittura il prestigio e il valore di un oro olimpico. Celebrare la sua prima vittoria nel SuperG alla presenza del Presidente Mattarella, del Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Salvatore Luongo e con il sorvolo delle Frec-
23 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 CENTRO SPORTIVO ARMA DEI CARABINIERI ce Tricolori, che anticipando le note dell’Inno di Mameli, disegnavano sul cielo del parterre di gara i colori della nostra amata bandiera, è stato un momento estremamente toccante, una vera e propria apoteosi per l’intera Nazione, ma soprattutto per il Centro Sportivo Carabinieri e per lo sport italiano. Personalmente, ho apprezzato l’impegno e la grande capacità di primeggiare ad altissimo livello di tutti i carabinieri impegnati nelle diverse specialità del programma olimpico di questi Giochi e ovviamente un plauso particolare lo rivolgerei a chi è riuscito anche a salire sul podio. Ha iniziato l’App. Sc. Dominik Paris nel primo giorno di competizioni con il suo terzo posto a Bormio nella gara “regina dello sci alpino”, la discesa libera. Le gioie per i nostri colori sono poi proseguite l’indomani di questo risultato con la medaglia d’argento dei biatleti App. Sc. Lisa Vittozzi e App. Sc. Lukas Hofer nella staffetta mista di Anterselva e nello stesso giorno è arrivato ancora uno splendido terzo posto da parte dell’App. Dominik Fischnalkler nella specialità dello slittino singolo maschile. Con l’entusiasmo già molto alto per queste prime eccezionali affermazioni dei carabinieri del Centro Sportivo, ho accolto con estrema soddisfazione, la prima medaglia d’oro di questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Mi riferisco a quella conquistata dal Car. Luca Spechenhauser insieme agli altri Azzurri della staffetta mista di short track, che ha anche aperto una straordinaria serie di successi che hanno visto anche gli slittinisti del doppio, l’App. Emanuel Rieder e il Car. Sc. Simon Kainzwaldner, e le già menzionate Mar. Federica Brignone e App. Sc. Lisa Vittozzi, salire sul podio più alto di questa Olimpiade. A queste perle, si sono poi aggiunte le medaglie di bronzo degli stessi slittinisti Fischnaller, Rieder e Kainzwaldner nel team event e ancora di Spechenhauser nella staffetta maschile di short track. Credo che dietro a ognuno di questi eccezionali risultati, oltre al successo sportivo, si celi anche un messaggio prezioso che va oltre i clamori e gli entusiasmi della vittoria sul campo e che quanto fatto da ognuno dei carabinieri che sono scesi in gara, ci insegni ancora una volta come lo sport possa essere un potente strumento di crescita personale e sociale. Grazie Colonnello di essere stato con noi dedicandoci un po’ del Suo tempo.
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