Plus Magazine 53

10 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE tificiale sono decine. Essendo la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale anche un tema di talenti, per esempio ricercatori e sviluppatori, Nvidia deve considerare che la maggior parte dei ricercatori dell’Intelligenza Artificiale al mondo sono cinesi: quindi non sono taiwanesi, perché a Taiwan ci sono solo 23 milioni di persone. Infine, Nvidia è un’azienda, quindi vuole fare ricavi e profitti e il mercato cinese è un mercato importante, soprattutto per la vendita ad alcune grandi aziende digitali che in Cina ci sono, ma non in Europa. In Europa le grandi aziende digitali come Google, Microsoft, Alibaba, ByteDance purtroppo non ci sono. In base all’informazioni che sicuramente lei ha già, si è visto negli ultimi 12 mesi un reflusso di ricercatori cinesi dagli Stati Uniti dopo tutto il discorso dei visti americani? In termini quantitativi, il numero di studenti cinesi negli Stati Uniti è in diminuzione dal periodo del Covid, ma non in diminuzione netta. Quello che si vede è che alcune istituzioni cinesi, in particolare universitarie, riportano a casa qualche nome importante di scienziato e di ricercatore: qualitativamente c’è un po’ di deflusso, ma non eccessivo ed è ormai una questione di medio termine. Negli ultimi mesi si rafforzano questi fenomeni di qualche grande accademico che si ritrasferisce ad Hong Kong, per esempio. della competizione tra Stati Uniti e Cina che dobbiamo considerare. Assieme a quello dell’energia, che è di stretta attualità ma allo stesso tempo è strutturale. Lei parla spesso nei suoi libri di Nvidia. Qual è il ruolo di Nvidia nel rapporto tra l’I.A. americana e quella cinese oggi? Nvidia è attualmente il capo filiera dell’ecosistema industriale dell’Intelligenza Artificiale. In esso emergono aspetti più visibili: le applicazioni, i modelli. Poi, come per tutto nella tecnologia, c’è l’industria dei semiconduttori (la più importante del mondo), l’assemblaggio di elettronica, la costruzione dei data center. Questo, dal punto di vista americano, è anche un sistema di rapporti con altri luoghi: pensiamo alla Corea del Sud, per esempio, cruciale per la produzione delle memorie senza cui non esiste il sistema dell’Intelligenza Artificiale. Nvidia deve mettere insieme tutto questo: le innovazioni del settore, per esempio su ottica e fotonica; il rapporto con il principale ecosistema industriale elettronico, che tuttora è quello taiwanese, ma che attraverso l’azione di Nvidia e il lavoro fatto dal CEO Jensen Huang, investe negli Stati Uniti. Gli investimenti taiwanesi negli Stati Uniti stanno avvenendo veramente negli ultimi cinque anni. Sono investimenti di TSMC, ma anche di Foxconn, di Quanta: le aziende taiwanesi protagoniste dell’Intelligenza ArTECNOFUTURO

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