Plus Magazine 53

11 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 LA GEOPOLITICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Credo che si ripeterà. La vicenda contiene numerosi livelli: in primo luogo l’utilizzo di sistemi informatici per l’analisi dei dati nei bombardamenti avviene da tanto tempo. Ora lo chiamiamo Intelligenza Artificiale, perché ovviamente utilizziamo anche dei sistemi più avanzati che consentono una maggiore precisione in genere, ma in cui l’errore comunque è possibile. Non possiamo sapere, dato che si tratta di sistemi classificati, quindi segreti, esattamente come è avvenuta l’interazione tra le capacità di Anthropic e quelle di altre società coinvolte, ed infine le decisioni umane in quest’ambito. Però penso che si ripeterà: l’uso di questi sistemi in operazioni di guerra ci sarà e continuerà ad esserci un dibattito su chi deve prendere certe decisioni tra gli attori istituzionali e le aziende. In sostanza le istituzioni, si sono depauperate di competenze anche a livello tecnologico; quindi, noi non dobbiamo pensare che al Pentagono ci siano i migliori ingegneri o informatici degli Stati Uniti, perché ormai sono nelle aziende per ragioni salariali, per vari aspetti: a volte le persone che stanno nelle istituzioni, per tutta una serie di ragioni, non hanno le competenze per discernere e capire questi sistemi. Poi può esserci anche uno scontro ideologico e politico, come c’è sicuramente nell’aspetto di Anthropic, che è un’azienda vicina ai Democratici e ha assunto persone che lavoravano per l’amministrazione Biden. Su Anthropic è importante anche sapere che i loro prodotti sono noAbbiamo parlato dei due contendenti e a questo punto le chiedo come siamo messi noi in Europa, a partire ovviamente dall’AI ACT: la legislazione europea è lungimirante o è autolesionistica? La mia posizione sugli aspetti di legislazione è sempre legata a talenti, imprese e capitali. Sono tre i fattori trainanti e quindi le regole hanno un ruolo nel modo in cui abilitano questi fattori o li frenano. Non bisogna credere che le regole in sé siano la priorità, non lo sono, perché la priorità sono i talenti. Secondo me non bisogna troppo parlare né in positivo né in negativo della legislazione, della regolamentazione, perché non è il fattore trainante; quindi, è un problema di priorità sbagliate. Ci sono modi diversi di vedere i temi, più diffusi tra i paesi leader. Avendo anche una lunga esperienza istituzionale, devo dire che a volte i decisori istituzionali o politici non conoscono argomenti che sono determinanti. Per esempio, quali capacità industriali ci sono nel loro Paese o nel loro territorio? Questo è decisivo perché devi sapere che, per esempio, hai le aziende che fanno i gas industriali oppure le aziende che fanno le turbine, cioè le aziende della filiera industriale dell’Intelligenza Artificiale. L’Europa mantiene ancora molta forza in alcuni nodi della supply chain. L’esempio più noto è l’azienda di macchinari olandese ASML, ma ce ne sono molti altri. Esistono capacità in Europa e quindi il primo modo di essere un protagonista politico di questa vicenda è mantenere e rafforzare le capacità industriali, e avere nuove imprese. Ad esempio, nel venture capital o in generale nella finanza stanno arrivando più capitali in Europa negli ultimi due anni: è un aspetto positivo che bisogna riconoscere, ed era un problema evidenziato anche dai vari rapporti della Commissione Europea. Il nostro risparmio va spesso verso gli Stati Uniti, essendo il polo finanziario principale. Ogni mese si viene a conoscere una nuova azienda che fa passi da gigante nell’I.A., ultimamente si è parlato di Anthropic e del suo A.D. Amodei, che ha fatto causa al Pentagono per l’utilizzo di Claude nelle missioni di guerra. Quando l’I.A. uccide, come accaduto con la scuola in Iran, di chi è la colpa alla fine? È una vicenda che si ripeterà o è un caso?

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