Plus Magazine 53

12 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE che con le capacità aerospaziali. Insomma, ci sono anche buone notizie. Dopo la Generazione Z, quella dei nativi digitali degli anni 2000, adesso abbiamo i nativi dell’Intelligenza Artificiale, che è la generazione Alfa. Cosa faremo fare a questi bambini? Quali sono le skills, quali sono gli studi che dovranno intraprendere? È un tema cruciale. È appena uscito per Feltrinelli un mio libro per gli adolescenti scritto assieme a una mia amica e allieva, dedicato agli adolescenti, che abbiamo intitolato “Non è intelligente ma si applica”, per raccontare l’Intelligenza Artificiale. Le sfide sono enormi. Le persone anche della mia generazione sono cresciute un po’ a cavallo di diversi tipi di formazione, in modo ibrido, sia “cartaceo” che “digitale”. Per i giovani è diverso. Un passaggio è già avvenuto coi social media. Per i sistemi formativi e in genere per la società, la sfida non è semplice: da un lato spiegare, formare sull’utilizzo di questi strumenti, cosa significano, come sono fatti. Capire cosa significa “dialogare” con questi programmi ma ricordarsi che sono dei programmi informatici e non sono “tuo cugino” o “un tuo amico”. E poi avere degli spazi per salvaguardare parte della nostra formazione tradizionale, che è appunto: lettura, concentrazione, attenzione, lunga distanza. tevoli, quelli migliorati di più tra le aziende dell’Intelligenza Artificiale. Poi c’è sempre il fatto che queste aziende sono di “qualcuno”, cosa che spesso non si dice. In Anthropic, il primo azionista è Amazon, il secondo azionista è Google. Lei si è occupato anche di spazio. Oggi abbiamo due grandi contendenti privati, cioè Besos e Musk, oltre alla NASA: già da qualche anno si annunciano i data center nello spazio. Qual è la situazione della sfida legata all’Intelligenza Artificiale anche nello spazio? La questione non è semplice. Dal punto di vista tecnico credo che ci siano sfide gigantesche. Bisogna vedere se tra 2-3 anni ci saranno sempre gli stessi tassi di crescita dei data center. Non è detto. Parliamo per esempio della bolla dell’Intelligenza Artificiale, se ne parla da tre anni, ma non è arrivata, però potrebbe esserci quello che io definisco il “plateau dei data center”. Plateau vuol dire che i tassi di crescita non sono più quelli di prima e quindi la curva diviene più piatta. In ogni caso, nel 2026 c’è la quotazione di SpaceX: l’azienda avrà una valutazione simile al PIL dell’Italia. L’economia e la geopolitica dello spazio vedono un grande primato di SpaceX: altri stanno investendo, gli americani, i cinesi, gli europei si posizionano, ma ancora nessuno è riuscito ad avere il razzo riutilizzabile coi costi e l’efficienza di SpaceX. Le barriere di ingresso sono molto elevate. Sarà difficile per chiunque fare una costellazione satellitare paragonabile a Starlink. Gli Stati Uniti mandano i loro satelliti spia con SpaceX. Questo vale anche per Bezos, i satelliti delle costellazioni Amazon, vengono lanciati soprattutto con SpaceX. Sullo spazio, l’Europa secondo me ha un problema di eccessi burocratici nato quando all’ESA si è affiancata la Commissione Europea. L’ESA è un apparato con competenze specifiche, mentre la Commissione non sa fare questo mestiere: è utile che la ricerca e le imprese abbiano un solo interlocutore nel contesto europeo. L’Italia per lo spazio è un paese ben posizionato per le sue capacità di ricerca e anche per il modo con cui il Piemonte, dopo i drammi della sua industria automobilistica, si è comunque molto ben riconvertito anTECNOFUTURO BIOGRAFIA Alessandro Aresu è un analista e consulente italiano esperto di geopolitica delle tecnologie e Intelligenza Artificiale. Ha collaborato come consigliere tecnologico nel governo guidato da Mario Draghi. Autore di vari saggi per Feltrinelli, si occupa di innovazione, strategie industriali e competizione globale, con attenzione al ruolo dell’IA nello sviluppo economico e politico contemporaneo.

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