24 GIUGNO 2026 | PLUS MAGAZINE È tra le penne più lette dai nostri cugini d’oltralpe, ma anche in Italia Daniel Pennac è un autore molto amato dal pubblico e dalla critica. Non a caso ogni suo romanzo diventa un successo letterario. PROTAGONISTI di Barbara Odetto Ha 81 anni e lo sguardo da ragazzino perennemente curioso nei confronti della vita. Una vita che ha saputo raccontare con intelligenza e ironia nei suoi romanzi. Daniel Pennacchioni, in arte Daniel Pennac, è un autore francese tra i più amati non solo nel proprio Paese, ma ovunque. Tra le sue numerose opere, le più celebri sono quelle della saga “Malaussène”: una serie di romanzi gialli ambientati nel quartiere di Belleville, alla periferia di Parigi, dove satira sociale, umorismo e suspense si mescolano con la perfetta caratterizzazione dei protagonisti. A inizio anno Pennac ha inaugurato Francesissimo, il festival di letteratura e cultura francese che si è tenuto al Circolo dei lettori di Torino. In quell’occasione lo scrittore ha raccontato alcuni aneddoti legati alla stesura dei suoi romanzi. Qual è il suo rapporto con la scrittura italiana? Il mio primo rapporto con i vostri autori è stato con Stefano Benni. Era il periodo tra il 1985 e il 1988, non ricordo esattamente, e Benni andò da Feltrinelli, che è ancora oggi il mio editore, con in mano una copia de “Il paradiso degli orchi” e gli disse: “se non pubblichi questo libro, io me ne vado”. Data la cifra stilistica di Stefano, il libro venne dato alle stampe anche in Italia, quindi gli devo molto. Altri autori italiani che mi piacciono sono Italo Calvino, vero colpo di fulmine letterario, e Erri De Luca che ha un linguaggio talmente musicale da resistere alla traduzione francese. Mi ha colpito molto anche la scrittura di Silvia Vallone che in “Acciaio” denota una grande energia. In questo testo c’è uno sguarDaniel Pennac Lo scrittore più ironico di Francia Credit photo Thesupermat-Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
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