Plus Magazine 53

43 PLUS MAGAZINE | GIUGNO 2026 e cosa vogliono i Longennial italiani”. I dati emersi in quell’occasione sono quanto mai eloquenti. Nel 1946, l’aspettativa di vita in Italia era di 59 anni e nel 1950 di 65 anni; ma oggi la speranza di vita media alla nascita è di 83,6 anni (81,7 gli uomini e 85,7 le donne) e - a 65 anni - di ulteriori 21,4 anni (19,9 gli uomini e 22,7 le donne): è noto infatti che, insieme al Giappone, siamo tra i paesi più longevi al mondo. Ancora più interessante e significativo il fatto che oggi in Italia gli over 65 che lavorano ancora dopo la pensione sono 782mila; questo blocco silenzioso e operoso sostiene il PIL del Paese con un valore aggiunto, al netto della pensione, di oltre 33 miliardi di euro. Ma da quel che emerge dall’indagine, gli over 50 - e in particolare gli over 65 - sono anche un vero pilastro informale del welfare familiare. Limitandoci agli over 65, il 40% si prende cura dei figli o dei nipoti, regolarmente e per buona parte dell’anno, mentre un ulteriore 27% lo fa in modo intermittente. Il valore aggiunto sul PIL di questi 6 milioni di nostri concittadini è stimato in oltre 30 miliardi. Anche gli over 65 che si dedicano al volontariato sono in aumento: l’8% delle persone tra i 65 e 74 anni si impegna con regolarità settimanale; il 7% almeno un giorno a settimana, il 28% quando serve; si tratta di altri circa 20 miliardi l’anno di PIL. Attività al servizio della famiglia o della comunità che vengono appunto svolte da persone di una certa età, supplendo spesso all’inefficienza (quando non all’inesistenza) di un solido sostegno pubblico. La fotografia che emerge dalla ricerca demoscopica, vede una fascia di persone soddisfatta dalla propria quotidianità e desiderosa di tutelare la propria autonomia, malgrado i timori verso le inevitabili conseguenze dell’invecchiamento. Da questi dati, si può quindi notare come la transizione demografica non sia solo un rischio, ma rappresenti un’opportunità per i singoli e per l’intera società, sia dal punto di vista economico che sociale. Persone che interpretano il proprio ruolo sfruttando il tempo libero per godere dei vantaggi della libertà dall’impegno lavorativo, ma anche dedicandosi al volontariato e alla cura della propria famiglia, vivendo le proprie esigenze e i propri consumi in modo consapevole nel prepararsi ad un invecchiamento sempre più attivo. Non solo una visione catastrofista quindi ma, se accompagnato adeguatamente, un cammino verso un futuro che potrebbe essere non solo più longevo ma anche migliore di quello che le paure demografiche fanno immaginare. Fanno da contrasto a questo quadro apparentemente idilliaco, le incertezze per il futuro dei nostri giovani, che affrontano un ambiente poco incline allo sviluppo della loro personalità e delle competenze necessarie, sempre più costretti ad appoggiarsi a quel “welfare famigliare” citato dalla ricerca, perché privi di alternative concrete e praticabili. ORIZZONTI

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