Plus Magazine 54

13 PLUS MAGAZINE | SETTEMBRE 2026 MALIKA AYANE ma un contratto discografico con l’etichetta Sugar Music e l’anno successivo pubblica il suo primo album, omonimo, che viene certificato disco di platino. Da lì in poi la sua carriera decolla e la cantautrice entra nell’olimpo delle sette note. Amante delle collaborazioni, duetta con Pacifico, incide una cover di “Blue Christmas” con Andrea Bocelli, canta con Paolo Conte, Cesare Cremonini, Laura Pausini, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e numerosi altri protagonisti del panorama musicale italiano. Oltre a donare la sua voce a diverse colonne sonore di film e a jingle pubblicitari, questa artista poliedrica spesso partecipa, in qualità di attrice, a lungometraggi: “Rido perché ti amo” di Paolo Ruffini e “La vita da grandi” di Greta Scarano ne sono un esempio. Infaticabile, lavora anche in televisione, tra i vari ruoli è giudice di “X Factor 13” e conduce il “Premio Tenco” del 2025, mentre a teatro recita in “Evita”, “Cats” e “Brokeback Mountain”. Naturalmente, con una carriera di questo calibro, a Malika Ayane non mancano certo i riconoscimenti. Sono infatti numerosi i premi che ha vinto nella sua vita da artista: dai Music Awards ai TRL Awards, per citarne alcuni. A Sanremo hai presentato “Animali notturni” e hai conquistato il consenso di pubblico e critica. Sei soddisfatta? Molto. Il brano è uscito anche come 45 giri, contenente una versione speciale della canzone sanremese realizzata insieme ai Dov'è Liana. Loro sono un trio francese che mescola house-pop energico e french touch, influenze italo dance e visioni di festa collettiva. Questa rivisitazione mi è piaciuta tantissimo perché è un incontro inedito che amplifica le atmosfere notturne e raffinate. Ogni tuo singolo è il frutto di una ricerca profonda. Come è nato “Animali notturni”? Nel brano si trovano un mix di contesti musicali diversi che dialogano tra loro. C’è il funk degli Anni ‘70, ma ci sono anche la disco music, un french touch tipico degli Anni ‘90 e la scrittura di Stevie Wonder nella melodia. L’idea di unire stili differenti nasce dal fatto che le persone che hanno lavorato con me a questa canzone hanno storie e gusti diversi e, volendo essere generosi gli uni con gli altri, abbiamo cercato di creare un linguaggio comune. Questo 2026 è davvero effervescente. Dopo Sanremo, in primavera è uscito un altro brano di successo: “una possibilità”. Come è nata l’idea? C’è un tipo di canzone che mi appassiona da sempre: la finta canzone allegra in cui si associa un testo più o meno amaro a un mondo sonoro che per ritmo, melodia e armonia evoca invece un’attitudine più spensierata. Il brano “una possibilità” vuole essere una di queste. Da grande appassionata di commedie sarcastiche ho trovato irresistibile l’idea di realizzare una canzone che fosse leggera nel raccontare come spesso l’immagine della felicità che arriva dall’esterno, dalle cartoline delle vacanze ad esempio, non sia universale, ma che a volte si riveli una trappola in cui si cade perché, cercando di aderire forzatamente a un modello, provando ad adattarsi a una forma non propria, si perde di vista il piacere autentico del vivere, ovvero la sperimentazione, che comprende anche la parte in cui un errore di valutazione o una cantonata sono da considerare come un’eventualità del vivere e non come una tragedia. Dal punto di vista musicale, invece, a cosa ti sei ispirata? I suoni che abbiamo scelto evocano canzoni del passato perché volevamo ottenere

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