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23 PLUS MAGAZINE | SETTEMBRE 2026 Devono, inoltre, aver assolto il servizio militare nella Confederazione Elvetica, impegnarsi a una ferma minima di 26 mesi, con una permanenza in servizio che può protrarsi fino a 25 anni. Oltre a questi requisiti ogni aspirante Guardia Svizzera deve avere una condotta impeccabile, una motivazione che arde nella mente e nel corpo, un senso di equilibrio, una maturità e soprattutto una salda fede. Il motto della Guardia Svizzera Pontificia racchiude l’essenza della sua storia: “Acriter et Fideliter” ovvero “Con coraggio e fedeltà”. L’addestramento e la formazione si svolgono attraverso un intenso programma di circa due mesi. Sebbene le reclute abbiano già maturato un’importante esperienza militare nell’esercito svizzero, devono seguire una preparazione specialistica che serve a trasformare le Guardie Svizzere in agenti di scorta ravvicinata del Santo Padre. Il primo mese di addestramento le reclute vengono trasferite nel Canton Ticino, presso le strutture delle forze speciali dell’esercito svizzero, dove seguono un corso di autodifesa e imparano tecniche di controllo e immobilizzazione rapida di malintenzionati. Utilizzano strumenti tecnici di ultima generazione, con l’obiettivo di neutralizzare ogni possibile minaccia arrecando il minore danno possibile, aspetto fondamentale quando si opera in presenza di grandi folle di pellegrini. Le reclute vengono addestrate nel tiro tattico, nella difesa ravvicinata e nelle tecniche di contrasto al terrorismo, si esercitano, inoltre, nell‘uso di armi da fuoco moderne, imparando a sparare in situazioni di elevato stress emotivo e fisico, simulando ambienti ristretti e critici, con l’unico obiettivo di proteggere il Papa. Imparano anche elementi di primo soccorso, come manovre di rianimazione, e seguono corsi di psicologia verbale e comportamentale per calmare esagitati o squilibrati. Completata la fase di addestramento in Svizzera, le reclute si trasferiscono a Roma dove completano il percorso formativo adattando le competenze acquisite al contesto operativo della Città del Vaticano. Devono conoscere nei minimi particolari ogni corridoio, stanza, uscita di sicurezza e via di fuga del Palazzo Apostolico e dei Giardini Vaticani, devono riconoscere a vista i volti di tutti i cardinali della Curia Romana e dei residenti ufficiali dello Stato della Città del Vaticano. Seguono, inoltre, un corso intensivo della lingua italiana indispensabile per interloquire con sicurezza con i vari reparti del Vaticano. Sotto la guida di un sottoufficiale esperto imparano l’arte del cerimoniale: l’uso della picca e dell’alabarda, studiano le posizioni di guardia, i movimenti d’ordinanza, i saluti militari d’onore e la marcia in formazione. Il 6 maggio, in memoria dei caduti del Sacco di Roma del 1527, si svolge una cerimonia piena di significato: il giuramento delle LA GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA

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