Plus Magazine 54

24 SETTEMBRE 2026 | PLUS MAGAZINE PROTAGONISTI reclute. La celebrazione ha inizio con il Cappellano che legge i doveri di fedeltà, lealtà e obbedienza al Santo Padre, insieme all’impegno di rispettare e obbedire al Comandante e agli altri superiori. Dopo la frase pronunciata dal Cappellano “Così giuro che Dio e nostri Santi Patroni mi assistano” ogni singola Guardia Pontificia presta il proprio giuramento afferrando con la mano sinistra la bandiera del Corpo e alzando la destra con tre dita unite, simbolo della Santissima Trinità: “Io Alabardiere (nome e cognome), giuro di osservare fedelmente, lealmente ed onorevolmente tutto ciò che mi è stato letto. Che Dio e i nostri Santi Patroni mi assistano!”. La formula è recitata nella lingua madre della Guardia ripetuta in italiano per le autorità. Un impegno solenne che lega in modo indissolubile la loro vita al servizio del Papa e della Chiesa. Un aspetto importante è la collaborazione con la Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, un vero corpo di polizia con la quale garantiscono l’incolumità del Santo Padre durante i suoi viaggi apostolici. Sono, inoltre, consolidati i rapporti con le forze di polizia e l’Arma dei Carabinieri del vicino Stato italiano, che contribuiscono a difendere i confini del Vaticano formando un’ulteriore cintura di protezione della Santa Sede. Nel nostro peregrinare osserviamo le guardie Svizzere “immobili come statue” sotto il sole cocente o la pioggia battente per ore e ore a disposizione dei turisti per un selfie, siamo convinti che abbiamo di fronte uomini dotati di una disciplina mentale e fisica straordinaria, addestrati in modo continuativo per questo compito. Non sono “statue”, sono soldati concentrati al massimo. Ogni persona che si avvicina, ogni movimento insolito, ogni zaino viene “fotografato” e analizzato dalla Guardia in una frazione di secondo, è il primo volto che il mondo vede quando arriva in Vaticano, sembrano imperturbabili, ma il loro sguardo ruota a 360° intorno a loro. La Guardia Svizzera Pontificia resta il simbolo più antico e fedele a difesa e protezione del Santo Padre, in futuro dovrà trasformarsi ulteriormente in un corpo moderno, unendo la tradizione con le esigenze di una moderna struttura di sicurezza, in un contesto globale con continui cambiamenti geopolitici e minacce ibride articolate. In questa prospettiva è in costruzione una nuova caserma pronta a nuove esigenze operative, con sale in cui saranno inseriti strumenti tecnologici di ultima generazione, in modo da monitorare ogni situazione critica. La Guardia Pontificia Svizzera, attualmente, conta 135 uomini e vede al comando il Colonnello Christoph Graf, classe 1961 e comandante dal 2015. Quando li osserviamo con le loro divise rinascimentali (si narra disegnate da Raffaello), con alabarda ed elmo, in parata o fermi a presidio, in una cornice spettacolare in cui ogni elemento ha un preciso significato, ricordiamoci che sotto quella divisa con colori vivaci c’è di più.

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