32 SETTEMBRE 2026 | PLUS MAGAZINE PROTAGONISTI no dopo saremmo partiti per tornare a casa con una bambina con la quale fino a quel momento non avevamo scambiato che poche parole. Ci è sembrato che quella zanzara nell’orecchio rappresentasse molto bene quel momento di grande difficoltà. Da lì la scelta del titolo, che è arrivato quasi subito e che non abbiamo mai avuto idea di cambiare. Come sei stato coinvolto nella realizzazione del film e come è stato veder interpretare una storia così strettamente legata alla tua vita? Nicola Rinciari, il regista del film, mi ha fatto leggere la sceneggiatura e ha ascoltato i miei suggerimenti. Prima delle riprese ha organizzato una call con gli attori che avrebbero interpretato me e Daniela. Sono stati gentili e attentissimi. Io mi ritrovo molto nel personaggio interpretato da Jake e ho il sospetto che mi abbia guardato bene durante quella call. Quando ci siamo seduti in sala alla prima del film a Santa Barbara c’erano duemila spettatori. Ho ascoltato le loro emozioni, che avevano un suono. Era la nostra storia ed è stata un’emozione potente, un momento indimenticabile. Io sono una persona timida. Ho scelto di fare fumetti perché è un lavoro che ti permette di stare solo e di non essere sotto i riflettori. Mai avrei immaginato di trovarmi sul red carpet del Festival di Santa Barbara. Ci sono stati cambiamenti significativi nell'adattamento cinematografico che ti hanno sorpreso? Il cuore della nostra esperienza è ben rappresentato nel film. C’è però un momento che mi ha particolarmente colpito. Nel film, Nicola fa danzare Sarvari davanti alla televisione che sta passando un brano musicale, un momento in cui Sarvari si concede un momento di tranquillità e di svago in quei giorni di grande tensione. Andrew e Daniela si guardano immaginando un futuro sereno con lei, un futuro difficile da immaginare in quel periodo in cui ci si conosceva tra mille difficoltà. Ecco, quel momento c’era stato veramente anche se in una forma differente, e io lo ricordo molto bene pur non avendolo inserito nel graphic novel. Nicola lo ha immaginato e ha sentito il bisogno di inserirlo nel film. Una cosa potente che dimostra quanto sia stato bravo a calarsi nella nostra storia. E poi sono contento che nel film sia rimasto il pupazzo che io e Daniela abbiamo portato a Sarvari, con il quale lei crea un rapporto di complicità e che la salva nei momenti più difficili del nostro percorso di conoscenza. BIOGRAFIA Andrea Ferraris è un autore di fumetti in attività dai primi anni ’90, come disegnatore – ma poi anche come sceneggiatore – di storie Disney per l’Italia sulle testate di Topolino & C., e per la danese Egmont, per cui realizza tuttora le avventure di Donald Duck su quattro strisce, seguendo lo stile di Carl Barks. Nel 2011 ha esordito nel settore dei graphic novel, disegnando Bottecchia (Tunuè) su testi di Giacomo Revelli, per poi proseguire come autore unico con opere pubblicate e premiate anche all’estero, come Churubusco (Coconino Press), La cicatrice, La Lingua del Diavolo, Temporale e La Petite Sicile, tutte pubblicate dalla Oblomov. Collabora inoltre con numerose riviste, quali Alias, La Lettura, Internazionale e Linus. Inoltre, Andrea Ferraris è uno dei fumettisti che sono stati chiamati ad esibirsi sul palco durante i concerti del tour 2026 Orbit Orbit da Caparezza. Attualmente Andrea sta lavorando ad un fumetto che parla di Genova, la città in cui è nato, una storia di amicizia che ha moltissime pieghe personali. Una scena del film “A Mosquito in the Ear” del regista Nicola Rinciari Credit photo Fandango La copertina del volume “La Petite Sicile”, una graphic novel di Andrea Ferraris
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