34 SETTEMBRE 2026 | PLUS MAGAZINE PROTAGONISTI di Loris Brizio parlare è quello di chi ha attraversato molte domande e non ha mai smesso di cercare. Mentre ci sediamo, un piccolo movimento attira l’attenzione: un gatto grigio, elegante e tranquillo, attraversa la sala con passo morbido. Si avvicina a Patrizia, si accoccola accanto alla sua sedia e, dopo un’occhiata curiosa verso di noi, chiude gli occhi come se avesse deciso che l’intervista può cominciare. È una macchia di colore inattesa, un dettaglio che rende l’atmosfera ancora più domestica, più vera, più umana. Presidentessa, la Società Teosofica ha una storia lunga, articolata, a tratti anche complessa. Qual è, secondo lei, il filo che la attraversa dal 1875 a oggi? La nostra storia è un viaggio. Un viaggio che comincia nel 1875, quando Helena Petrovna Blavatsky, Henry Steel Olcott, William Quan La spiritualità come servizio La Sede Nazionale della Società Teosofica Italiana, nel cuore di Vicenza, è un luogo che non si limita ad ospitare: accoglie. Le stanze, sobrie e luminose, sembrano respirare insieme alle persone che le attraversano. Le pareti sono punteggiate da fotografie storiche, da simboli discreti, da scaffali colmi di libri che raccontano un secolo e mezzo di ricerca spirituale. C’è un silenzio che non pesa, ma sostiene; un ordine che non impone, ma invita. È un luogo che sembra fatto apposta per pensare, per ascoltare, per interrogarsi. Patrizia Moschin Calvi ci attende in una sala che ha il calore delle biblioteche antiche e la chiarezza degli spazi moderni. Ha un sorriso che non è di circostanza: è un sorriso che nasce da una calma interiore, da una familiarità con la ricerca, da un senso di servizio che non ha bisogno di essere dichiarato. La sua voce è ferma, ma gentile; il suo modo di Patrizia Moschin Calvi racconta la Società Teosofica Italiana: una ricerca libera, inclusiva e senza dogmi, al servizio della dignità umana
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