41 PLUS MAGAZINE | SETTEMBRE 2026 Fabbri ed Eleonora Piredda. Il Premio Olimpyus accorpato al PEF valorizza i progetti formativi che usano l’IA e le tecnologie digitali per abbattere le barriere dell’apprendimento e trasformare le difficoltà in opportunità. Di grande rilievo il percorso “Progetto Persona”, presentato da Virvelle, per la riqualificazione, riconversione e ricollocazione professionale di lavoratori provenienti da una situazione di crisi aziendale e al quale è stato assegnato il primo premio nell’Area Economia Processi produttivi e Sostenibilità. Un altro interessante percorso al quale è stato assegnato il primo premio nell’Area Organizzazione e Risorse Umane è “Unitoken”, realizzato da 10 studenti della SAA School of Management con un duplice obiettivo: aumentare la consapevolezza dello studente sulle proprie competenze e offrire alle aziende strumenti per leggerle e valutarle. Particolarmente affascinante per aver dato voce al sogno professionale in un percorso fotografico e narrativo di ampio respiro è “Professional Dreamers Project”, di Remigia Spagnolo, classificato secondo nell’Area Comunicazione e Cultura. Di grande valore sociale il progetto di Antonio Cajelli “Scuola di educazione economica e finanziaria integrata per operatori sociali e cittadini esperti”, per rispondere a una criticità strutturale: il legame tra fragilità sociali e vulnerabilità economiche, debitorie o documentali insostenibili. La giuria nell’Area Ambiente Etica e Responsabilità sociale gli ha riconosciuto il terzo premio. Degno di nota la Menzione Presidenza a “Sicuroca: un gioco per imparare la sicurezza”, capace di diffondere una reale cultura della prevenzione nei contesti lavorativi e scolastici in modo accessibile e coinvolgente realizzato da due ingegneri formatori Marco e Carlo D’Angelo. Come ci ricorda Fabre in Epistemologia della formazione: “Formare implica che l’istruzione si traduca nella vita, che sia messa in pratica… Come l’educazione, la formazione si caratterizza per un aspetto globale: si tratta di agire sull’intera personalità. Ma formare è più ontologico di istruire o educare: nella formazione è l’essere stesso che è messo in gioco nella sua globalità”.
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