60 SETTEMBRE 2026 | PLUS MAGAZINE CONCERTI di Silvia Catalucci RECENSIONI PLACEBO Trent’anni di identità fuori dagli schemi “Every You Every Me”: già nel titolo di uno dei loro brani più celebri c’è l’idea di un’identità sfuggente, del continuo confronto tra sé e gli altri. È anche questa la cifra dei Placebo, una band che da trent’anni ha fatto dell’anticonformismo e della ricerca personale il proprio marchio. Con il “30th Anniversary Tour” celebrano quest’anno i trent’anni dell’album d’esordio pubblicato nel 1996 e diventato uno dei manifesti dell’alternative rock britannico. Fondati da Brian Molko e Stefan Olsdal, la band ha conquistato il pubblico con un’estetica androgina, sonorità graffianti e brani - come “Nancy Boy” o “Special Key” - capaci di segnare un’intera generazione. Anche il loro nome gioca sul concetto dell’ambiguità, richiamando l’effetto di un farmaco capace di far stare meglio pur senza principi attivi. Una ricerca espressiva sempre fedele all’autenticità: Molko continua a registrare le proprie parti vocali senza ricorrere all’autotune, in un panorama discografico dove la correzione digitale della voce è diventata quasi una regola. Per capire appieno la caratura artistica del gruppo: nel corso della loro carriera hanno intrecciato un profondo sodalizio con David Bowie, che ne intuì il talento fin dagli esordi e li volle al proprio fianco in diverse occasioni. 6 novembre: Unipol Forum Assago di Milano BOB DYLAN Il vento della storia continua a soffiare Il vento continua a soffiare, e con lui quelle domande universali che Bob Dylan ha saputo trasformare in musica e poesia. È questa la forza di un artista che, forse più di ogni altro, ha saputo dare voce al proprio tempo, raccontandone, attraverso le sue canzoni, inquietudini, speranze e cambiamenti. Più di sessanta anni di carriera, oltre cinquanta album e un’influenza che va ben oltre la musica. Bob Dylan continua a essere una delle figure più rivoluzionarie della cultura contemporanea: cantautore, poeta, scrittore, artista visivo, Premio Nobel per la Letteratura e punto di riferimento per intere generazioni. Una carriera che ha attraversato folk, rock, blues, country, gospel, jazz e rockabilly senza mai lasciarsi definire da un solo genere, brani che hanno fatto la storia, raccontando la società americana, la politica e la condizione umana con uno sguardo libero, spesso controcorrente. Assistere a un suo concerto significa incontrare un artista che, a 85 anni, continua a reinventarsi, rimanendo una delle voci più autorevoli e influenti della musica mondiale. 2 novembre: Unipol Dome di Milano 5 novembre: Palazzo dello Sport di Roma 7 novembre: Unipol Arena di Casalecchio di Reno Brunori Sas - Quando le piccole storie diventano universali “La verità è che ci fa paura l’idea di scomparire”. C’è forse in questa frase una delle chiavi dell’universo di Brunori Sas. Con il suo stile ironico, delicato e profondamente umano, Dario Brunori ha trasformato emozioni, dubbi e piccoli frammenti di vita quotidiana in canzoni capaci di arrivare dritte nell’anima, perché parlano di fragilità, ricordi e sentimenti in cui è facile riconoscersi. Vincitore della Targa Tenco e tra i cantautori più apprezzati della scena italiana, ha costruito un percorso artistico fatto di melodie evocative e testi raffinati. Le atmosfere della sua Calabria, insieme a un sound che guarda con eleganza al cantautorato del passato, hanno creato un legame speciale soprattutto con il pubblico dei millennials, che nelle sue canzoni ritrova luoghi, immagini, emozioni… e tutta quella nostalgia dolceamara legata ai ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. “Tuttobrunori”, canzoni e monologhi: oltre 20 date in tutta Italia, da ottobre a novembre. Per conferme su date e orari è consigliabile consultare i canali ufficiali dei singoli eventi.
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