6 SETTEMBRE 2026 | PLUS MAGAZINE Non posso dire che sia stato difficile, anzi, mi ha consentito per la prima volta di provare a trasmettere pensieri e sensazioni senza il limite della metrica e delle dinamiche che regolano la scrittura del testo di una canzone. L’altra tua fatica letteraria, “A mani nude”, parla dell’incidente che hai avuto. Scriverne è stato importante per superare il trauma? Si, è stato per certi aspetti terapeutico. Forse è stato più utile a me che l’ho scritto, che non a chi lo ha letto. Dal momento in cui l’ho finito, e consegnato, è come se mi fossi liberato. Dal fatto di doverci pensare in continuazione, e parlarne, e raccontare. Ho avuto la sensazione che quel capitolo si potesse finalmente chiudere. Nek Hits Live 2026 ti ha visto in tour per tutta l’estate. Quali emozioni ti trasmette la dimensione del palco? Questo tour è iniziato in realtà ad aprile dell’anno scorso, abbiamo girato il mondo e con l’ultima fase estiva siamo arrivati ad un totale di 75 concerti. Non fai 75 concerti se stare sul palco non è la cosa che ami fare di più in assoluto. È l’essenza di tutto, suonare. Il contatto diretto con il pubblico, poi, è quello che mi piace di più, da sempre. Da Amici di Maria De Filippi ai diversi The Voice, sei spesso in televisione. Ti diverte stare davanti alla telecamera? Sono una persona curiosa e quando mi è stato proposto di provare a fare televisione – presentando la puntata speciale dei Music Awards, diversi anni fa – mi ci sono buttato con grande entusiasmo e mi è piaciuto molto. È un lavoro serio, che prevede studio e preparazione. Non basta il fatto di provare piacere a stare davanti alla telecamera. Io ho poi la fortuna di essere uno prestato al mondo della televisione, una condizione che non mi costringe a farla, ma anzi mi consente di poter scegliere le cose che più mi piacciono e mi stimolano. È un’esperienza che spero di poter portare avanti, ovviamente, ma la mia comfort zone rimane il palco. C’è un brano non tuo che vorresti aver scritto tu? Uno? Ce ne sono tantissimi. Sarebbe banale citare Sting e i Police, adoro tutto quello che hanno fatto. E ti dico che ci sono almeno una dozzina di pezzi di Lucio Dalla che ancora oggi, quando li ascolto, mi lasciano a bocca aperta. Nel libro “Lettera a mia figlia sull’amore” ci presenti Filippo, l’uomo. È stato difficile raccontare i propri sentimenti? Lo strumento è senz’altro diverso, ma è la stessa cosa che cerchiamo di fare quando scriviamo una canzone. COPERTINA Credit photo Beppe Gallo - BSA Studios
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